Il tema dei festival al femminile mi interessa molto per molti aspetti.
Ho già scritto in passato degli articoli riguardo all’essere una musicista donna e mi sono confrontata con Cristina Nicoletta e Sabrina Napoleone sulle motivazioni che le hanno spinte a organizzare il Lilith Festival, attualmente il festival al femminile più longevo d’Italia.
L’argomento è sempre oggetto di discussioni all’interno del mondo musicale.
C’è una parte di pubblico che pensa che riservare palchi esclusivamente alle donne sia sbagliato, ma che si dovrebbe invece cercare di creare situazioni miste in cui sia uomini che donne siano rappresentati allo stesso modo.
C’è invece chi sostiene che i festival o i contest al femminile non siano semplicemente delle occasioni musicali, ma siano strumento per puntare la luce su un argomento di cui non si parla mai abbastanza, o di cui si parla male: il gender gap nella musica.
Dinamica Cantautrici in Movimento rientra in questa seconda categoria, facendo del proprio contest un punto di partenza per creare connessioni e occasioni di confronto.
È un collettivo di cantautrici che si pone l’obiettivo di creare, grazie alla musica, contesti di ascolto, di confronto e di interazione, con l’idea concreta di creare un movimento di idee, di contatti e di informazione.
Ho intervistato le fondatrici: Laura B (Rho), Sue (Rho) e Vea (Torino).
D: Ciao ragazze, grazie per aver accettato questa intervista. Parto con una domanda spigolosa d’obbligo. Negli ultimi anni abbiamo assistito al fiorire di una nuova scena cantautorale che sta conquistando l’Italia: Giulia Mei, Anna Castiglia, Emma Nolde, Francamente e il progetto Canta Fino a Dieci, e tanti altri nuovi nomi. Le musiciste donne non sono già ampiamente rappresentate?
Un grande dubbio che attraversa manifestazioni come la vostra è: c’è davvero ancora bisogno di contest al femminile?
R: In questi ultimi anni la scena cantautorale si è arricchita di più presenze femminili anche grazie ai nomi che hai citato e noi ne siamo felici e un po’ ci premia delle fatiche. Alcune di loro le conosciamo personalmente e ci sentiamo rappresentate dal loro successo.
Il contest nasce dall’esigenza di portare in luce talenti femminili che spesso vengono tenuti in ombra, un problema radicato a cui stiamo cercando di trovare soluzione, con il nostro piccolo, ma fondamentale, contributo. Rispondendo alla domanda, crediamo che Dinamica Contest sia un mezzo ad ora per unire, mettere in luce, dare opportunità, creare rete e confronto. Siamo all’inizio di un cambiamento, ma c’è ancora molto da fare ed è opportuno esserci ancora.
Il nostro intento principale è quello di smuovere coscienze e intelligenze e mettere in circolo più musica d’autrice possibile. Non a caso nel nostro nome abbiamo deciso di inserire la parola “movimento”, che descrive anche il nostro sguardo attento sulle evoluzioni presenti e future, per le quali bisognerà ridisegnare la nostra rotta, rimanendo sempre in viaggio.
D: Ho letto che l’idea di lanciare un contest parte proprio durante il 2019 durante una conferenza del Lilith Festival. La prima edizione è del 2023. Cosa è successo in quei quattro anni? L’attesa è legata all’emergenza sanitaria o c’è voluto molto tempo per capire come concretizzare un’idea?
R: Più che l’idea del contest nel 2019 è stato il momento esatto di una forte e consapevole presa di coscienza. Siamo partite da un’espressione: “Non lamentatevi, prendetevi gli spazi!”. Nessuno ci ha detto cosa fare e come ma ci ha messo di fronte ad un bisogno.
Questa consapevolezza è sedimentata fino alla comparsa della prima occasione: un bando del comune di Rho per attività culturali. È in quel momento che nasce l’idea del contest e il progetto che ci ha portate fino a qui, alla sua quarta edizione.
D: Dietro l’organizzazione di una manifestazione c’è un lavoro enorme che dura tutto l’anno. Quali sono gli aspetti più complessi? Vi capita di pensare: “ma ne vale la pena”?
R: Diciamo che l’inizio è stato più complesso, non avendo mai organizzato nulla di simile ma l’entusiasmo e la tenacia ci hanno aiutato a continuare e ad imparare strada facendo.
Oggi riusciamo a gestire le cose in modo più organico e pragmatico, grazie anche ad alcune collaborazioni con altre professioniste del settore, che sono al nostro fianco dalla primissima edizione in un prezioso e fondamentale scambio di stima e competenze che ci aiuta nella resa dei nostri progetti.
Nonostante tutto, rimane pur sempre un grande impegno da gestire tra le nostre vite personali e le nostre carriere da artiste. Non nascondiamo che a volte ci sentiamo affaticate.
Ma siamo in tre e questo ci permette di essere sostegno l’una dell’altra e cerchiamo di distribuire il lavoro in modo tale da poter alleggerire la fatica ad ognuna.
Siamo sempre ripagate dal nostro essere e restare “in movimento”, che ci porta a immaginare e realizzare progetti sempre nuovi, costruire nuove collaborazioni artistiche. A volte alcuni incontri lasciano un certo amaro in bocca, ma fa parte del gioco!
D: Condivisione VS Competizione, questo è il vostro motto. Il contest non ha come scopo quello di scoprire la cantautrice più brava, ma creare occasioni di scambio tra le artiste. Le artiste che partecipano al vostro contest abbracciano questa filosofia? Che ritorni avete dalle partecipanti?
R: Fin dalla prima edizione del contest, ci siamo accorte che al sentimento di competizione prevaleva il bisogno di conoscersi e creare rete.
Noi sicuramente ci mettiamo del nostro, creando un clima accogliente e di predisposizione all’ incontro.
Con alcune cantautrici siamo rimaste in ottimi rapporti personali e professionali e abbiamo notato che questo non è avvenuto soltanto con noi che siamo le organizzatrici: le persone che si sono incontrate grazie al contest, spesso hanno avviato collaborazioni o si sono supportate in momenti fondamentali per la loro attività artistica. Per questo noi non facciamo parte della giuria e in fase di selezione delle finaliste, le nostre non sono mai le uniche orecchie ad ascoltare i progetti candidati.
Ad ogni modo, la giuria è scelta da noi ed è composta da donne e, in piccola parte, uomini che condividono la nostra visione: non si sceglie la più brava, ma colei che in quel momento del suo percorso può gestire e affrontare al meglio l’occasione di esibirsi, e quindi di esporsi, dal vivo con il suo progetto. E per chi non vince non è mai una porta che si chiude, resta sempre l’occasione di essere coinvolte nei nostri progetti paralleli e nelle iniziative e reti di contatti delle nostre giurate.
D: Ho vissuto diverse situazioni sessiste nei miei primi anni da musicista. Adesso non mi capita quasi più di imbattermi in situazioni discriminanti. Sarà che non ho più vent’anni, sono cambiati i contesti in cui suono o qualcosa è veramente cambiato? Quali sono le vostre esperienze? Le ragazze che partecipano al contest cosa raccontano?
R: Sicuramente l’esperienza dà degli strumenti di consapevolezza e presenza di sé non indifferenti, ma è semplicemente la faccia della medaglia che racconta quanto una donna debba sempre dimostrare più di un uomo il suo valore e le sue competenze. Se ti conosco per la tua pluriennale carriera artistica, allora forse devo rassegnarmi a lasciarti in pace.
Le artiste più giovani ci raccontano di essere esposte continuamente ad atteggiamenti discriminanti e prevaricanti, da parte di chiunque: musicisti, tecnici, produttori, management…
Siamo fiere di aver costruito con il nostro lavoro un luogo in cui sentirsi libere di raccontare il proprio vissuto e provare a trasformare il nostro tessuto sociale.
Il punto è che finché accadrà anche solo ad una di noi, il problema persiste. Non è che se ad un certo punto e per qualsiasi motivo smette di essere un mio problema allora lo abbiamo magicamente debellato per il resto della comunità…
D: C’è una credenza comune che sostiene che le donne si odino tra loro, non siano capaci di collaborare, siano troppo competitive. Si aspetta sempre che ci sia una rottura per dire “ah, visto!?”. Possiamo dire che uno degli obiettivi principali di Dinamica Cantautrici in Movimento sia proprio sfatare questo mito?
R: Ce lo auguriamo tanto. Non crediamo che le donne si odino! Purtroppo storicamente ci si è abituate a sgomitare per raggiungere le proprie mete, in una visione patriarcale e maschile dei ruoli. Siamo assolutamente capaci di collaborare e di ridisegnare le dinamiche della competizione: può e deve essere uno stimolo a migliorarsi, anche se le difficoltà di questo lavoro spesso creano frustrazione se non si riescono ad ottenere i risultati attesi.
A volte è più facile dare la colpa a ciò che succede fuori che fare i conti con sé stessi, questo vale non solo per il nostro lavoro. E’ importante capire che scegliere questa strada vuol dire essere sempre in gioco con sé stessi, bisogna essere molto forti e centrati, le delusioni e i fallimenti sono parte della costruzione del nostro mondo artistico e accettarlo può fare la differenza.
D: Però discutere è normale tra persone senzienti: vi è mai capitato di essere talmente in disaccordo da pensare di sciogliere il collettivo?
R: Arrivare a una decisione così drastica no! Siamo unite dall’intento di fare accadere qualcosa di buono per noi e le altre, gli altri per decidere di smantellare tutto! Diciamo che abbiamo cercato sempre di risolvere i contrasti e trovare delle soluzioni, abbiamo imparato a fidarci e ad affidarci. Tuttavia, si può dire che, crediamo molto anche nel valore delle incomprensioni, delle discussioni e dei chiarimenti, sentiamo possano rafforzare il nostro lavoro e, in qualche modo anche il nostro rapporto. Ogni giorno ci conosciamo un po’ di più e cerchiamo di migliorare il nostro collaborare insieme. Siamo in continuo movimento ed evoluzione ma sempre salde nelle nostre fondamenta, presenti l’una per l’altra.
D: Ci raccontate dell’edizione di quest’anno? Quali sono le novità e i termini per presentare le candidature?
R: Quest’anno la finale si svolgerà per la seconda volta presso l’Auditorium Demetrio Stratos di Radio popolare sabato 21 Novembre durante la Milano Music Week. Il termine per le candidature è previsto per il 10 ottobre. Nella fase scouting siamo supportate da Open Stage, nostro partner dall’inizio della prima edizione.
Quest’anno abbiamo dovuto introdurre un contributo da versare all’atto dell’iscrizione di 15 euro per aiutarci a sostenere l’iniziativa. Una scelta difficile, ma necessaria, che speriamo possa essere intesa come una donazione ad un circuito virtuoso per la musica l’autrice.
Come sempre, prima delle esibizioni ci sarà un talk, che quest’anno apre le porte al maschile: vogliamo capire a che punto è l’autocoscienza maschile e come possiamo ridisegnare anche la percentuale di adesione e partecipazione da parte degli uomini ad eventi come il nostro, ma soprattutto a battaglie come le nostre.
Un’altra particolarità di quest’anno sarà il protagonismo nel dibattito delle donne della resistenza che per noi saranno sempre un grande esempio, un faro nel nostro cammino. Ultima novità: la madrina ufficiale del contest sarà Dada Sutra (bassista delle Bambole di Pezza n.d.r.), una finalista della scorsa edizione. Ci piaceva l’idea di un vero e proprio passaggio di testimone e cambiamento di prospettiva da parte di un’artista che ha tanto da raccontare del suo ultimo anno di carriera artistica
D: Per la discografia italiana dopo i 35, se non hai già fatto qualcosa di importante sei da buttare. La maggior parte dei contest è rivolta alla fascia 18-35. Il vostro contest è uno dei pochi a non mettere limiti di età. Chi sono le vostre iscritte? Si iscrivono anche cantautrici più grandi?
R: Si, abbiamo deciso di non mettere limiti d’età proprio perché conosciamo quanti progetti validi anche over 35 esistono. Noi non partecipiamo a bandi che finanziano gli under 35 quindi questo non è un limite che ci poniamo. Anche perché vogliamo essere un luogo dove i talenti in ombra possano essere scoperti e sappiamo che l’età è un altro sottocapitolo del tema discriminazione, che ancora una volta colpisce maggiormente le donne.
D: Qual è stato il momento più bello di queste edizioni? E quello più brutto?
R: I momenti più belli sono quelli del giorno stesso quando tutto accade in un clima sereno e di condivisione. Quelli più brutti forse subito prima, mentre dobbiamo pensare a mille cose e fare andare tutto per il meglio!
D: Cosa desiderate per Dinamica Contest? Quale sarebbe il risultato a cui ambite di più?
R: Per Dinamica desideriamo la continuità, che possa sopravvivere in autonomia e armonia. Ci piacerebbe organizzare un festival, fare una grande festa con talk, musica e creare sempre nuove connessioni! Magari per festeggiare il quinto anniversario, chissà…
Le iscrizioni per Dinamica Contest sono aperte fino al 10 ottobre. Trovi tutte le informazioni qui: https://theopenstage.it/dinamica-contest-quarta-edizione/
W la musica, sempre.
Sara
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Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.


