Sai gestire un contenuto virale?
Bello andare virali...o no? Ti racconto la mia esperienza con gli haters e ti do qualche consiglio su come affrontarli.

Sai gestire un contenuto virale?

Attenzione attenzione.

Questo non è un articolo che ti insegna come diventare virale.

È un articolo su come gestire la valanga di haters che ti potrebbe piovere addosso mentre sei bello bello tranquillo che mangi un gelato e contempli l’infinito.

A proposito: anche tu quando mangi un cono gelato vai in fissa e contempli l’infinito?

Ho notato che un sacco di gente lo fa.

Comunque.

Sei lì seduto/a su una panchina col tuo cono gelato e pensi che anche stavolta ti arriveranno i soliti  30  like e 4 commenti, anzi non ci stai neanche più pensando a quel post.

E poi, all’improvviso: BOOM

Un esercito di persone, di cui un buon 80% non ha minimamente letto l’articolo a cui rimandi, inizia a commentare.

Un po’ di contesto

Ferragosto, primo giorno in Calabria, tre ore di sonno addosso e diecimila persone da salutare.

In piazza a Ferragosto nel mio paesino fanno sempre musica dal vivo, vado a vedere chi c’è e mi becco Morgan: pianoforte e voce.

Subito dopo di lui Moreno, un rapper uscito da Amici che andava di moda una decina di anni fa.

Una cosa senza senso.

Il giorno dopo scrivo un articolo in merito, evidenziando quanto sia stata una scelta discutibile e pubblico un post su Instagram con un breve video.

Nel post non esprimo pareri sull’artista, ma pongo una domanda.

Morgan suona nelle feste di paese, mi chiedo: perché?

Tale domanda viene interpretata in modi molto diversi, ricevo tantissimi commenti di persone che parlano benissimo o malissimo dell’artista in questione, qualche commento pertinente all’articolo e, ovviamente, offese dirette a me completamente a caso.

Mi commenta addirittura Morgan, tanto per farti capire.

reel morgan

Inoltre mi scrivono diverse persone del mio paese per discutere sull’argomento.

Per spiegarti bene le dinamiche, devo fare un breve salto temporale.

La mia prima esperienza con gli haters

Nel 2013 pubblico un brano contro la ‘ndrangheta denunciando la situazione nel mio paese (incuria e indifferenza).

Video registrato col cellulare, brano registrato a casa con due microfoni da 100 euro.

Una cosa fatta così, col cuore, senza alcun tipo di supporto da ufficio stampa o etichette.

Nel video ci sono amici e parenti e lo giro in due giorni.

Il video diventa virale, il paese si spacca in due tra sostenitori e detrattori, io finisco su giornali e riviste e persino in Rai.

Sono la nemica del popolo, traditrice della terra e contemporaneamente una cantautrice impegnata sul sociale.

Il sindaco del mio paese vuole querelarmi, mi tocca chiamare un avvocato e far firmare le liberatorie ai partecipanti (devo ricaricare il video perché una persona si è tirata indietro).

Tsunami di commenti indignati, i miei genitori hanno paura, ricevo telefonate di persone che mi chiedono quale potere occulto si nasconda dietro questa canzoncina.

Le mie intenzioni erano buone, il mio era un gesto d’amore.

E questo mi ha permesso di salvarmi da ogni accusa.

Evito dibattiti pubblici, rispondo solo tramite post o poesie, che vengono poi pubblicate sui giornali.

Rifiuto vari inviti di partiti politici che vogliono fare del mio brano una bandiera, difendo le mie intenzioni coi denti.

I miei amici mi stanno vicino, tanti mi sostengono, io non dormo la notte ma tengo duro e continuo sulla mia linea.

Le polemiche si spengono solo qualche mese dopo quando vinco il premio “Musica contro le mafie”.

I miei genitori camminano fieri per il paese e la gente si congratula.

Sono stati mesi duri, ma poi tutto è andato per il meglio, anzi quel brano mi ha aperto tantissime porte e oggi porto in giro spettacoli contro la mafia nei teatri e nelle scuole.

Sara 1 Haters 0

Ma che fatica.

 

Torniamo al presente

Da quel momento in poi, ovviamente, sono un’osservata speciale.

Quindi il mio articolo sul cantautore di Ferragosto richiama l’attenzione di qualche profilo anonimo che difende le scelte della giunta comunale, qualche mio compaesano mi scrive.

Io sono in vacanza, ma chi c’ha voglia di gestire sta cosa.

Ma per fortuna ho il mio kit di sopravvivenza, che oggi voglio condividere con te!

 

1. Se parli con gli stupidi diventi un po’ stupido anche tu

 “Se qualcuno ti piscia sul tappeto non lo inviti a cena ma lo mandi via”.

Non ricordo bene chi ha detto questa frase, ma mi ha aiutata tantissimo.

I commenti offensivi e volgari li elimino immediatamente.

Cioè chi me lo fa fare di innervosirmi con Ciccio87 che evidentemente non ha letto l’articolo e vuole solo un piccolo spazietto di attenzione?

Il nostro tempo è prezioso, non sprechiamolo con gli stupidi.

2. Non fissare lo schermo, continua a fare le tue cose

Il buon Austin Kleon non ha scritto solo “Steel like an artist” ma anche “Show your work”, nel quale consiglia più o meno questo: “scrivi quell’articolo, pubblicalo, poi spegni il computer ed esci”.

Ovvero non stare a controllare compulsivamente i commenti e i like, fa male.

Questo mi ha veramente aiutata a pubblicare di più e con meno aspettative.

Ho risposto solo a commenti che reputo intelligenti, scritti da persone che hanno letto l’articolo, per il resto lascio che le persone si sfoghino e litighino tra di loro.

Alla fine volevo solo stimolare una riflessione.

3. Non marciarci troppo

Ho pubblicato un video in cui spiego meglio la mia posizione e non ho intenzione di tornare sull’argomento.

Se insisti troppo sullo stesso topic, perché pensi possa darti visibilità, perdi un po’ di vista il senso di quello che fai.

Ho scritto l’articolo per esprimere un pensiero, se continuo a parlare solo di quello alimenterò la polemica e annoierò i miei follower abituali, che sono quelli che contano davvero.

4. Sto post virale ti serve davvero?

Un video virale su Instagram non ti cambia la vita, anzi forse non ti serve per niente.

Il mio sito ha un sacco di visite in più, ma nessun nuovo iscritto alla newsletter, quindi tutto ciò è completamente inutile per me, perché non attira persone realmente interessate ai miei contenuti.

Ho una cinquantina di follower in più, ma questi non sanno chi sono e di cosa parlo, probabilmente andranno via presto.

5. Non è sempre importante avere ragione

Leggere tutti i commenti non fa bene.

Ho dovuto farlo per eliminare volgarità, bestemmie e offese, ma sono veramente poche le conversazioni costruttive. 

Quindi resisti alla tentazione di ribattere a chi dice delle assurdità, altrimenti diventa a una gara a chi ha ragione.

Sono sconosciuti che passano, ti guardano un secondo e pensano di sapere la storia della tua vita.

Preferisci parlare con loro o con le persone che ti stanno accanto?

Alla fine ho archiviato il post, le ferie sono finite e ho molto altro da fare.

Però ogni esperienza ti insegna qualcosa, questa ha ribadito che tutto ciò che pubblichi può scatenare l’inferno.

I social sono mezzi potentissimi, usali con intelligenza!

Spero che questo articolo ti sia utile, se ti va raccontami la tua esperienza con gli haters.

A presto

Sara

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Immagine di Sara Velardo

Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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