Musica e Torture

Musica e torture

Ma è vero che la musica è un’arma di guerra?

Sappiamo quanto la musica sia in grado di condizionare il nostro umore, far riaffiorare i ricordi, condizionare i nostri comportamenti.

Ci sono studi molto approfonditi su quale musica ascoltare per fare sport, per rilassarsi, ricaricarsi.

Addirittura in alcune discipline sportive è proibito ascoltare musica durante le competizioni perché potrebbe alterare la performance.

C’è la musica per correre, per sentirsi bene, per far crescere le piante, per innamorarsi…e la musica usata come strumento di guerra.

Ha fatto molto discutere la dichiarazione della Global Sumud Flotilla che racconta di esser stata attaccata da droni di provenienza non identificata, e che i loro segnali sono stai disturbati da brani musicali degli Abba.

La notizia è stata presa in tono ilare da molti, probabilmente ignari di quanto sia frequente l’utilizzo di musica pop nelle tattiche di guerra.

Ho deciso quindi di approfondire e scriverci un articolo.

Tabella dei Contenuti

La musica può veramente essere usata come arma?

La musica è stata impiegata in più teatri di guerra: centri di detenzione (es. Guantánamo), assedi militari (es. Fallujah), operazioni di guerra psicologica (es. Panama 1989) e controlli dell’ordine pubblico (LRAD e altri dispositivi acustici).

Ma come? E perché?

Dittatura dei Colonnelli – Grecia 1967-1974

La Giunta militare greca, che ha governato la Grecia dal 1967 al 1974, usò la musica e il suono durante la detenzione e l’interrogatorio nei centri di detenzione delle Forze di Sicurezza civili ad Atene e al Pireo, e della Polizia Militare Greca e dell’Unità Speciale di Interrogatorio (EAT/ESA) ad Atene.

Le testimonianze dei sopravvissuti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo, così come le trascrizioni dei Processi ai Torturatori del 1975, descrivono in dettaglio la brutalità della Giunta greca e il suo uso sistematico della tortura.

Ascoltata continuamente ad alto volume o impiegata sotto forma di canto forzato, la musica è uno strumento di privazione del sonno, di momenti di preghiera o di comunicazione con altri detenuti, e causa effetti psicologici devastanti.

Fonte: https://www.researchgate.net/publication/292488595_Music_Torture_Testimony_Reopening_the_Case_of_the_Greek_Junta_1967-1974

Guantánamo

Il report del Senato statunitense relativo alle tecniche utilizzate per torturare i prigionieri rileva, tra le altre cose, l’utilizzo massivo della “tortura musicale”.

Le funzioni specifiche del suono in questi contesti includono:

  • Aggressione sonora: Principalmente, la musica non funziona come musica nel senso tradizionale, ma come puro suono utilizzato per aggredire il senso dell’udito di un prigioniero. Un ex detenuto di Guantánamo, Ruhal Ahmed, ha descritto l’esperienza dicendo che dopo un po’ non si sentono più i testi, ma solo “forti colpi… come metallo che si scontra contro metallo. Non sembra affatto musica”.
  • Interruzione del pensiero: L’uso del suono serve a “mascherare” o interrompere la capacità di un prigioniero di sostenere un pensiero indipendente. Questo impedisce la concentrazione e la coerenza mentale.
  • Alterazione della percezione temporale: L’esposizione continua o imprevedibile al suono distrugge il senso del tempo del prigioniero, rendendo difficile distinguere quanto tempo sia passato e minando la prevedibilità delle unità temporali.
  • Ostacolo alle pratiche religiose: Il suono viene impiegato per minare la capacità di un prigioniero di sostenere pratiche somatiche di preghiera, sia interferendo con i momenti dedicati alla preghiera sia attraverso l’imposizione di esperienze musicali considerate peccaminose.
  • Bombardamento fisico: oltre all’udito, il suono ad alto volume bombarda l’intero corpo del prigioniero — pelle, nervi e ossa — con energia acustica. Le tecnologie di amplificazione, originariamente legate alla fruizione musicale privata come i lettori mp3, vengono usate per proiettare il suono sull’intero corpo del prigioniero.
  • Prevenzione della resistenza: a volte, gli stili musicali vengono cambiati in modo imprevedibile. Ad esempio, nel campo di Camp Cropper a Baghdad, la musica poteva “saltare” bruscamente da un genere all’altro, come dai Nine Inch Nails ai Queen. Questa tecnica impediva al prigioniero di abituarsi a un suono (un processo chiamato entrainment) e quindi di sviluppare una forma di resistenza.
  • Induzione alla confessione: l’ambiente sonoro opprimente, su cui il prigioniero non ha alcun controllo, può generare un forte desiderio di fornire informazioni nel tentativo di riprendere un minimo di controllo.

In sintesi, l’uso del suono e della musica nei campi di detenzione non è casuale, ma è una tecnica di tortura sistematica. La musica diventa strumento per infliggere dolore e annientare l’identità individuale

Fonte: http://www.radical-musicology.org.uk/2008/Cusick.htm

Il mixtape della CIA comprende canzoni come: “Born in the USA” di Bruce Springstein, “Dirty” di Christina Aguilera, “I Love You” di Barney the Dinosaur, “Fuck Your God” dei Deicide, “Enter Sandman” dei Metallica, “Babylon” di David Gray, “We are the champions” dei Queen, “Killing in the name of” dei Rage Against the Machine, e anche canzoni di Meat Loaf, degli Aerosmith, AC/DC, Marilyn Manson, Drowing Pool, 2Pac, Dr. Dre, Eminem, Britney Spears e Matchbox 20.

Fonte: https://www.vice.com/it/article/perche-alcuni-suoni-ci-torturano/

Assedio di Fallujah (2004)

L’esercito americano, durante l’assedio a Fallujah, in Iraq, usò altoparlanti per diffondere musica Rock a volumi altissimi, con brani di AC/DC e Metallica intervallati a insulti vari e appelli alla resa.

I Metallica, appresa la notizia, si infuriano e si dissociarono completamente dall’utilizzo.

Fonti: https://www.dailygreen.it/ac-dc-e-metallica-arma-da-guerra-in-iraq/

http://www.rockemartello.com/2023/04/23-aprile-2004-acdc-e-metallica-usati.html

Operazione per catturare Manuel Noriega (Panama, 1989)

Il generale panamense Manuel Noriega, leader militare repressivo, si era asserragliato nell’ambasciata del Vaticano a Panama City, dopo che il presidente George Bush senior aveva invaso Panama.

Il 25 dicembre 1989 l’esercito USA circondò l’ambasciata e lo bombardaò di musica rock giorno e notte.

La playlist delle truppe fu curata dal Southern Command Network, la radio militare statunitense in America centrale. Conteneva successi scelti per il loro valore ironico, tra cui «I Fought The Law» dei The Clash, «Panama» della band da stadio Van Halen, «All I Want Is You» degli U2 e «If I Had A Rocket Launcher» di Bruce Cockburn.

La Santa Sede presentò un reclamo al presidente Bush, e la guerra musicale fu interrotta dopo tre giorni.

Noriega si arrese il 3 gennaio 1990

Fonte: https://www.bbc.com/news/world-latin-america-40090809

Rumori bianchi

Suzanne Cusick, musicologa statunitense, racconta che dall’intervista con ex detenuti è emerso che spesso vengono usati rumori bianchi ad alto volume allo scopo di impedire ai prigionieri di comunicare tra di loro, o di riuscire a pensare.

Lo sfinimento psicologico rende i detenuti molto più arrendevoli e propensi a collaborare.

Bombe Sonore

Longe Rage Acoustic Device, sono dei dispositivi che emettono suoni ad una frequenza capace di causare danni permanenti all’udito, con una potenza pari a 50 volte la soglia del dolore di un essere umano.
È stato usato sia dagli americani durante la guerra in Iraq, che per dispedere folle di dimostranti a New York, che da navi da combattimento.
Inutile dire che l’utilizzo sulle folle è altamente pericoloso.

Playlist della CIA

Su Youtube trovi decine di playlist che raccolgono i brani usati dalla CIA per gli interrogatori, tra queste anche musiche per bambini.

Se vuoi approfondire ti segnalo questo documentario: esplora l’uso della musica come arma di tortura psicologica negli interrogatori militari statunitensi, in particolare a Guantanamo e Bagram, in seguito all’11 settembre.

Racconta del compositore di Sesame Street, Christopher Cerf, profondamente turbato nello scoprire che le sue innocue canzoni per bambini sono state utilizzate per spezzare psicologicamente i detenuti.

L’efficacia di questa tecnica risiede nell’isolamento sensoriale e nella deprivazione del sonno causati da musica estremamente forte e ripetuta, una tattica che mira a distruggere la volontà del prigioniero.

Il documentario traccia anche la storia della guerra musicale – dalle sue origini nella Guerra di Corea fino al suo uso in Iraq, dove canzoni rock come quelle dei Drowning Pool venivano usate per demoralizzare i nemici e caricare le truppe.

Conclusione

Disturbare le comunicazioni della Global Sumud Flotilla con dei brani degli Abba è una vera e propria tattica di guerra.

Spero che dopo la lettura di questo articolo tu abbia qualche informazione in più.

Come sempre ti aspetto nei commenti.

W la musica, sempre (sperando di usarla sempre bene)

Sara

Come sempre, ti aspetto nei commenti.

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Immagine di Sara Velardo

Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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