Quanto farsi pagare per suonare
Lo sappiamo tutti, in molti pensano che la musica non sia un lavoro.
E se non è un lavoro non dobbiamo essere pagati per suonare.
Da anni cerchiamo di far capire a tutti che la musica ha un valore, che la nostra esibizione di un’ora è il risultato di anni di studio, investimenti, spese, sudore ecc, ma se non siamo noi i primi a comportarci da lavoratori che offrono un servizio, questo concetto non metterà mai radici.
(In un altro articolo ho intervistato Emanuela Teodora Russo di Note Legali, abbiamo parlato delle grandi lacune che abbiamo noi musicisti in merito alla burocrazia, puoi leggerlo qui.)
Esistono ancora band che vanno a suonare a prezzi ridicoli e rovinano il mercato, gestori di locali che vogliono organizzare serate di musica dal vivo senza avere alcuna idea di come farlo, cantautori che dopo il primo disco chiedono cachet assurdi, la solita giungla in cui spesso non abbiamo idea di come muoverci.
(esempio di musicista che cerca di evitare di prendere fregature)
Come si esce da questo loop?
In questo articolo cercheremo di capire quali sono gli elementi che dovresti considerare prima di fissare un cachet, come e perché dovrebbero farti suonare dal vivo e quanto dovrebbero pagarti.
Tabella dei Contenuti
Analizza il contesto
Non esistono prezzi fissi, esiste piuttosto un minimo sotto il quale non sei disposto/a scendere.
Se è un mega festival o la festa della birra del paesino, i tuoi ragionamenti saranno diversi.
Qual è il potere di spesa del cliente? Quanto ho voglia di suonare in quella situazione?
Quando torni a casa spesso ti rendi conto che avresti dovuto chiedere di più?
In questo articolo cercherò di darti gli strumenti per calibrare meglio i tuoi preventivi, analizzando i contesti, le spese, il rapporto costi/benefici.
Il tuo cachet è il risultato di una trattativa economica tra te e gli organizzatori, come prima cosa devi essere in grado di interfacciarti con i tuoi interlocutori.
Cosa dobbiamo chiederci prima di discutere del cachet
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- se è un posto adatto alla musica dal vivo
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- se è adatto alla musica originale o alle cover.
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- qual è il potere di spesa del locale e se siamo un investimento profittevole per loro
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- dobbiamo valutare distanza, spese, ore di lavoro per preparare lo spettacolo
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- se ci offriranno la cena o un buono per la pizzeria vicina
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- se c’è un pubblico di ascolto e ci darà visibilità o stiamo andando solo per i soldi
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- se suonare in quel posto arricchirà il nostro curriculum
- a che ora è previsto il load-in? A che ora torneremo a casa?
Se veniamo ingaggiati da altri
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- quante prove faremo ?
- quante date mi propongono?
- a che distanza andremo a suonare?
- dovremo acquistare dei vestiti di scena o strumentazione accessoria?
- quante ore di studio impiegheremo per preparare il repertorio?
- dovremo portare la nostra strumentazione o troveremo la backline?
- possiamo dividere il viaggio con qualcuno della band o dovremo usare la nostra auto?
- è una band prestigiosa che arricchirà il nostro curriculum?
- è una situazione dignitosa?
- impareremo qualcosa da questa esperienza?
- a che ora dovremo arrivare al locale? A che ora torneremo a casa?
Da quando ho iniziato a pormi queste domande mi capita molto meno di pensare “potevo chiedere di più”, anche se capita comunque, soprattutto quando suono cover.
Non si può avere un cachet fisso per tutte le situazioni perché il valore di quello che offri cambia in base al contesto.
Sono le leggi basilari del mercato, perché non applicarle anche al servizio che offriamo noi?
Ho molta esperienza dal vivo sia con musica originale che con le cover, la situazione è cambiata negli ultimi dieci anni e drasticamente dopo il COVID, una cosa però non cambierà mai:
Creare una buona rete di contatti e avere dei buoni rapporti con i promoter, organizzatori e gestori di locali è importante quanto saper suonare bene, a volte anche di più.
Mi capita di andare a suonare per metà del cachet che avrei chiesto in determinati posti perché il locale è bello, c’è ascolto, mi fanno mangiare bene e trascorro sempre una bella serata.
Essere trattati bene quando vai a suonare è spesso più importante di guadagnare 50 o 100 euro in più.
Se consideri la tua serata come qualcosa che stai facendo insieme al gestore, avrai solo benefici e col passare del tempo potrai permetterti di chiedere dei cachet più alti perché gli organizzatori si fideranno di te.
Ad esempio, se il locale non ha grossa possibilità di spesa puoi proporre di aggiungere un piccolo costo d’ingresso al cachet pattuito, tu sarai più stimolato a fare promozione e la serata sarà sicuramente più proficua per entrambi.
Le valutazioni saranno ovviamente molto diverse a seconda che si tratti di musica originale o cover.
Per la prima è ovvio che sarò spesso disposta ad accettare cachet più bassi per avere visibilità, quando suono cover di solito è per guadagnare dei soldi quindi le valutazioni sono più che altro economiche.
E se si tratta di un evento privato?
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Suonare per un evento privato significa offrire un servizio totalmente diverso, basato sulle esigenze del cliente, ci si deve occupare di tutta una serie di servizi collaterali, in condizioni tecniche spesso inadatte.
La giornata lavorativa può durare anche 12 ore e viene spesso chiesta una grande flessibilità e spirito di adattamento.
Spesso si svaluta il mestiere dei “musicisti da matrimoni” perché il lato artistico viene spesso messo in secondo piano, la musica è un sottofondo.
Il ruolo della musica è invece fondamentale.
Ma te lo immagini un matrimonio senza musica? O una cena aziendale senza la band che suona?
Bisogna prendere coscienza che il nostro lavoro in certi contesti è importantissimo e dobbiamo farci pagare adeguatamente, anche se cercano di convincerci del contrario, ci dicono che “tanto venite e mangiate anche voi, bevete qualcosa, vi divertite, dovete suonare solo un paio d’ore”.
Lavorare nell’ambiente degli eventi privati richiede una grandissima professionalità e competenza, non basta essere bravi musicisti ma avere una serie di competenze ed esperienza che ti fanno affrontare ogni imprevisto con serenità.
Suonare un paio d’ore per un evento privato significa comunque arrivare almeno un’ora prima degli ospiti, aspettare che la festa finisca per smontare, guidare spesso un’ora o più per raggiungere la location.
Ovviamente, se ho una situazione stabile che mi porta a suonare a 10 eventi in un mese ottimizzerò i costi di preparazione dell’evento e potrò abbassare il cachet finale. Mentre se si tratta di preparare un repertorio ad hoc per un solo evento il costo dovrà essere maggiore.
Leggi anche: il contratto di ingaggio
Attenzione: metti tutto per iscritto.
Prima di confermare la data scrivi una mail o un messaggio in cui riepiloghi cachet, forma di pagamento, orari di load-in, sound check, esibizione, la possibilità di avere consumazioni gratis, la presenza di un camerino, la scheda tecnica, eventuali extra per esibizione più lunga del previsto o richieste particolari.
Questo diminuirà considerevolmente il numero di volte in cui tornerai a casa con l’amaro in bocca dopo aver trascorso una delle serate peggiori della tua vita perché c’era poca gente, l’impianto non era adatto, hai dovuto pagarti da bere e da mangiare, hai dovuto discutere per riscuotere il cachet ecc.
La situazione ideale è quella in cui si stipula un vero e proprio contratto di prestazione tra le parti, ti spiegherò nel dettaglio come funziona nei prossimi mesi.
Spero che questo articolo ti sia stato utile, come sempre ti aspetto nei commenti.
W la musica, sempre.
Sara
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Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.



