Vai al contenuto

Sara Velardo - Musicista

Ma abbiamo ancora bisogno di Sanremo?

Ma abbiamo ancora bisogno di Sanremo?

Ma abbiamo ancora bisogno del festival di Sanremo?

La settimana santa sta giungendo al termine: cinque giorni che condizionano per mesi il mercato musicale e le vite di migliaia di addetti ai lavori.

Il festival di Sanremo è (ahinoi) la manifestazione musicale più importante del paese, ritornato ai numeri stellari di share grazie a un rinnovamento della direzione artistica ma soprattutto, ammettiamolo, grazie ai meme e al fantasanremo.

Ma Sanremo non è quello che vediamo negli unici cinque giorni dell’anno in cui guardiamo la tv, è una macchina che genera ogni anno migliaia di posti di lavoro

Per quello se sei musicista forse è meglio buttarci un occhio ogni tanto, anche se la musica che suoni e ascolti si trova in un’altra galassia.

Qualche esempio di addetti ai lavori?

Cantanti in gara, musicisti dell’orchestra, direttori d’orchestra, uffici stampa, manager, promoter, etichette discografiche, editori, giornalisti, tour manager, agenzie di booking, ristoratori, operatori del turismo, organizzatori di eventi, tecnici del suono, tecnici luci, cameramen, assistenti di scena, pubblicitari, tassisti, microfonisti ecc…

Un giro di soldi incredibile, insomma.

Ma come si fa a partecipare al festival di Sanremo?

Giovani

Se sei un giovane artista emergente, o comunque non hai i numeri per gareggiare con i big, per partecipare devi necessariamente iscriverti a Sanremo Giovani.

A questo link trovi regolamento e form per l’iscrizione. 

I termini sono ovviamente scaduti ma può servirti per farti un’idea di come funziona.

Non è niente di paragonabile ai concorsi di cui ho parlato in un altro articolo, ovviamente.

Sulle dinamiche di selezione posso immaginare sia il solito mix di canzone, sound,  immagine, età e soprattutto peso dell’etichetta discografica che ti propone.

Non entro nel dettaglio perché non mi è mai capitato di provarci e non voglio dare informazioni inesatte, se ti interessa fammi sapere nei commenti, approfondirò.

Alcune mie amiche ci hanno provato, arrivando anche in semifinale, raccontano che è stata una bellissima esperienza.

Anni fa veniva dato molto più spazio agli emergenti al festival, adesso i giovani vengono direttamente catapultati nella major league.

Big

Ci sono due tipi di artisti: quelli che si candidano e quelli che vengono invitati.

La scelta degli artisti da ammettere non dipende esclusivamente dal valore del brano e dell’artista, ma da una serie di elementi che riguardano soprattutto la direzione artistica: che tipo di festival vogliamo dare agli italiani?

Per esempio, negli ultimi anni Amadeus è stato molto bravo a comporre la rosa dei partecipanti dando spazio a diverse generazioni e stili, ma prediligendo artisti giovani e tormentoni pop che venivano “snobbati” negli anni precedenti.

Forse però ha privato Sanremo della sua caratteristica principale: essere contenitore di un certo tipo di composizioni che non senti normalmente in radio.

Ma questo significava anche proporre canzoni un po’ lontane dal paese reale, in un certo senso.

Stavo riflettendo su questa cosa: per anni il festival ha proposto musica “vecchia”, basata sui canoni classici della canzone sanremese; per questo motivo quando sono arrivati dei talent come X Factor hanno avuto così tanto successo: finalmente in TV c’era uno spettacolo musicale con artisti giovani e canzoni moderne che rappresentavano molto meglio il mondo del pop.

I pareri si dividono tra quelli entusiasti di un tale cambiamento e chi si sente un po’ stranito da questa cosa, come se fosse stato derubato dell’ultimo spazio in cui sentire un certo tipo di composizioni.

Sia ben chiaro: non è che ci fosse poi tutto sto spazio per la canzone d’autore, ma ogni tanto qualche pezzone è riuscito ad arrivare sul palco.

 

Nella selezione degli artisti, il direttore artistico e la commissione Rai hanno il compito di raggiungere risultati ben precisi tra cui:

  • garantire il maggior share possibile per ben 5 sere di fila
  • gestire complicatissime dinamiche tra autori, etichette discografiche e sponsor
  • cercare di accontentare un pubblico che va dalla nonna di 80 anni al ragazzino di 15, difficilissimo!
 

 

Cosa succede quando partecipi al festival di Sanremo?

Da un punto di vista discografico, una canzone sul palco dell’Ariston può svoltarti la carriera.

Interpreti

Pensa a gruppi di nicchia che hanno raggiunto il grande pubblico grazie al pezzo giusto; Mahmood qualche mese prima di vincere il festival con “soldi” suonava in club da 500 persone!

Artisti con anni di gavetta alle spalle hanno decuplicato i loro numeri grazie alla partecipazione al festival: La rappresentante di lista, Di Martino e Colapesce e tanti altri.

Autori

Hai mai prestato attenzione ai nomi degli autori? 

Come per gli artisti in gara, anche per gli autori Sanremo può essere una manna per la propria carriera.

Sia dal punto di vista economico (immagina gli introiti SIAE derivanti da un brano trasmesso in prima serata su Rai uno e su tutte le radio) che professionale.

Prova a farci caso, tanti nomi degli autori si ripetono e molti interpreti si rivolgeranno proprio a quei nomi per avere più possibilità di entrare al festival.

Membri dell’orchestra

Sai quanto guadagnano i membri dell’orchestra? Pochissimo.

Beppe Vessicchio ha dichiarato: “Per 5 settimane lavorative un orchestrale di Sanremo percepisce 2mila euro netti. È indecente, una paga da fame”.

Ma allora perché continuano a partecipare?

Suonare nell’orchestra di Sanremo ti permette di avere un nome e una credibilità tali da consentirti di lavorare per tutto l’anno, sia come musicista che come insegnante, insomma un bel titolo nel curriculum.

Ma quindi: abbiamo ancora bisogno di Sanremo?

Ogni giorno siamo esposti a ogni tipo di talento, tramite i social, la radio, la TV, la riproduzione casuale di Spotify. 

Musica gratis a portata di mano e tutti i generi musicali del mondo in un cellulare, praticamente.

Ogni anno vengono organizzati centinaia di festival musicali, concorsi e rassegne in cui andare a scoprire musica nuova.

Ci sono quindi tanti modi per farsi conoscere e avviare una carriera musicale, non serve per forza andare sul palco di Sanremo per farsi conoscere.

Eppure, rimane qualcosa in grado di cambiare la tua carriera per sempre.

Perché?

  • Prima serata: 10.561.000 telespettatori con il 65,1% di share
  • Seconda serata: 10.361.000 telespettatori con il 60,1% di share
  • Terza serata: 10.001.000 spettatori – 60,1% di share

 Sai quanto tempo e soldi ci vogliono per cercare di raggiungere 10 milioni di persone?

Non esiste in Italia un programma TV più visto di Sanremo.

Per non parlare di tutte le interviste, conferenze stampa, ospitate TV e radio che sono correlate alla partecipazione al festival.

 

Ma quindi ogni musicista dovrebbe sognare di andare a Sanremo?

Assolutamente no.

Ognuno sceglie come percorrere il proprio percorso musicale, c’è chi preferisce farlo cantando davanti a poche centinaia di persone alla volta, chi sogna stadi pieni di migliaia di persone, chi vuole semplicemente diventare famoso e andare in TV.

Non esiste una strada per tutti, esiste la strada per te.

Ci sono degli artisti che non hanno mai accettato di andarci, per coerenza artistica o per una profonda avversione alle dinamiche televisive e di mercato.

Sai chi non ci è mai andato? Fabrizio De Andrè.

E di certo questo non gli ha impedito di entrare nella storia della musica italiana per sempre.

Cosi come è vero che può essere una spinta enorme per la tua carriera, può anche rompere quel rapporto di fiducia che hai creato con i tuoi fan e danneggiare la tua immagine. 

Se la tua musica e il tuo messaggio si discostano dalle dinamiche di mercato, allora Sanremo non è la strada giusta.

Se invece vuoi lavorare nel mondo del pop, credo che qualsiasi mezzo che ti porti a raggiungere una grande fascia di pubblico sia utile.

L’importante è essere coscienti sempre di quello che si fa e comprendere che non basta avere una bella canzone e tanto talento per raggiungere determinati canali.

I fattori sono tantissimi, e potresti non essere sempre disposto ad accettare i compromessi che ti proporranno.


Spero che questo articolo ti sia stato utile, come sempre ti aspetto nei commenti!

Un abbraccio e w la musica, sempre.

Sara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *