Live Nation si sta comprando la musica dal vivo

Live Nation musica dal vivo
I concerti sono sempre più cari. Gli artisti sono sempre più in crisi. Chi sta guadagnando veramente?

Tempo fa parlavo con Angela Baraldi di come sia cambiata la musica dal vivo dopo il Covid.

Un concerto di un artista famoso non è più un concerto, ma un evento performativo.

Devi lottare per prendere il biglietto, spendere un sacco di soldi per poi ritrovarti in mezzo a migliaia di persone che non ascoltano la musica ma stanno tutto il tempo con il telefono in mano.

Ma è anche vero che alcuni artisti, come i Garbage, si sono lamentati perché è diventato insostenibile andare in tour, a causa dei costi di organizzazione.

C’è un’artista britannica che ha addirittura aperto un profilo Onlyfans per ripagarsi le spese del tour.

Ma quindi, se i biglietti costano uno sproposito e gli artisti fanno fatica, chi è che ci guadagna?

 

Live Nation ha comprato il Forum di Assago, il teatro Repower e ha preso in gestione il Carroponte.

Praticamente tre location più importanti per la musica dal vivo a Milano.

E qui abbiamo un problema.

  • Live Nation si occupa di organizzare i tour di diversi artisti, di fama internazionale
  • Possiede Ticketmaster, piattaforma per la vendita dei biglietti
  • Possiede le location in cui si terranno i concerti

Praticamente gestisce interamente tutti gli aspetti collegati al tour.

Questo significa che se uno degli artisti di Live Nation arriva in Italia, non ci sarà minimamente dubbio sui luoghi in cui organizzare il concerto, anche se logisticamente e tecnicamente c’è molto di meglio (i concerti al Carroponte se non sei nelle prime file sono un furto, il più delle volte).

Potrà decidere il prezzo del biglietto, senza nessuno con cui contrattare.

Ma non è finita qui.

Qualche settimana fa è stata inaugurata a Milano l’Arena Santa Giulia, nuova location per eventi che ospiterà fino a 16.000 persone.

  • L’arena è stata acquistata da Eventim.
  • Eventim possiede Ticketone
  • Eventim gestisce Vivo Concerti, Friends and Partner, Magellano Concerti e D’Alessandro e Galli. Che sono tutte strutture di organizzazione concerti in Italia.

Abbiamo quindi Milano che sarà contesa tra due colossi, ma che succederà alle altre città d’Italia e le altre location?

Live Nation si sta comprando la musica dal vivo

In America se ne discute in tribunale

In America, con Live Nation che si occupa dell’organizzazione di circa il 60% dei tour, si parla di antitrust.

E non solo se ne parla: dal maggio 2024 pende sul colosso una causa che contesta l’acquisizione di Ticketmaster e le pratiche considerate aggressive nella promozione dei concerti e nella vendita dei biglietti.

Live Nation ha provato in tutti i modi a far archiviare la causa, attraverso trattative private e pratiche poco trasparenti.

L’ultimo tentativo è stato respinto dal giudice federale Arun Subramanian, che ha stabilito che il processo si farà.

Le udienze sono previste per marzo.

Il controllo che Live Nation esercita sull’intera filiera – promozione, biglietteria, venue, attraverso accordi esclusivi con artisti e location – ha limitato la concorrenza e danneggiato i consumatori.

Sicuramente l’esito di questa causa influenzerà anche la situazione nel nostro paese.

Cosa succederà in Italia?

In uno scenario del genere, continua a spaccarsi in due la scena musicale in Italia.

Da un lato ci sono i grandi eventi, che richiamano migliaia di persone e fatturano miliardi.

Dall’altra parte ci sono le venue medio/piccole che combattono per riuscire a sopravvivere, con i costi di produzione che aumentano sempre di più.

Personalmente non amo i grandi eventi.

Vado una volta all’anno a San Siro con mia sorella, e mi rendo conto di come la gente sia disposta a spendere centinaia di euro solo per esserci, non per ascoltare la musica o guardare cosa succede sul palco.

Questi sono diventati i grandi eventi in Italia.

Quando le cose vengono organizzate da una multinazionale non c’è anima, solo fatturato.

Volevo andare a sentire Bruno Mars a Milano

I biglietti partono da 244 euro.

Non ci vado a vedere Bruno Mars, non credo sia etico far pagare così tanto un biglietto.

Biglietti Bruno Mars

Ma perché i biglietti sono aumentati così tanto?

Con l’avvento del digitale, non si vendono più dischi.

I dischi rappresentavano la fonte principale di guadagno di un artista.

Quindi cosa rimane?

Biglietti dei concerti, merch, pubblicità.

Dico sempre che prima si andava in tour per promuovere il disco.

Adesso si fa un disco per andare in tour.

Un artista ha bisogno di sostenersi economicamente per vivere e continuare a fare arte, il problema sono le grandi multinazionali che ci stanno lucrando, portando i prezzi a livelli mai visti.

E quindi? Che si fa?

L’ideale sarebbe boicottare i concerti che propongono delle cifre assurde.

Ma chi può permettersi di spendere 300 euro per vedere Bruno Mars in Italia dopo tanti anni, sicuramente non perderà l’occasione di godersi un concerto probabilmente memorabile.

E gli altri?

Ci sono dei club che continuano a proporre musica di qualità a prezzi sostenibili.

Mi capita spesso di vedere sui social le storie di amiche o amici che sono a un concerto di un’artista che mi piace e dire “ma era a Milano e io non lo sapevo??”.

È importante cercare questi locali, seguire le loro pagine social o ancora meglio iscriversi alle loro newsletter.

Ci sono tanti artisti validi che non hanno dietro una forza organizzativa enorme, ma che propongono live di altissimo livello.

Ed è importante seguire artisti emergenti, che stanno magari iniziando con i loro primi tour.

Il motivo non è semplicemente sostenere la musica originale, ma è anche molto più pragmatico: potresti vedere oggi a 20 euro un concerto che tra un paio d’anni costerà 5 volte tanto.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

Come sempre ti aspetto nei commenti.

W la musica, sempre.

Sara

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Immagine di Sara Velardo

Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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