L’artista che non c’era: una giornata in giuria

Foto di Nicola Lutrelli

Foto di copertina di Nicola Lutrelli

Ieri sono stata alla finale dell’artista che non c’era, il contest organizzato da 23 anni dalla rivista “L’isola che non c’era”.

È il terzo anno che mi vede in giuria, ma è stata la prima volta in cui non avevo impegni musicali e sono riuscita a partecipare alla finale al CPM.

Ogni volta che ho l’occasione di far parte della giuria di un concorso continuo a pensare: avrei voluto vivere questa esperienza tanti anni fa, per capire veramente a cosa servono i contest.

Ti spiego perché.

Il contest è semplice: mandi i tuoi brani che vengono prima ascoltati da una giuria interna e poi inviati a decine e decine di addetti ai lavori e musicisti in tutta Italia.

In giuria ci sono nomi storici della musica italiana: giornalisti, autori, etichette, uffici stampa, agenzie di booking.

Questa è una cosa importantissima perché la tua musica arriva a centinaia di orecchie potenzialmente interessate a lavorare con te.

La cosa interessante di questo contest è la varietà di proposte che arrivano in finale.

Proposte molto diverse tra loro, ad espressione di una giuria eterogenea e curiosa.

L’atmosfera è familiare, ho reincontrato giornalisti e amici che non vedevo da tantissimo tempo, conosciuto di persona cantautori e cantautrici che conoscevo solo online, e ho potuto conversare con nomi storici del giornalismo italiano.

Durante le pause mi ha divertito molto notare come ognuno di noi avesse preferenze completamente diverse!

Questo mi fa pensare a una frase che dico spesso ai miei allievi: non puoi piacere a tutti, ma ci sarà sempre qualcuno a cui piacerai!

Sul palco a presentare un altro amico: Andrea Podestà, storico presentatore del Lilith Festival assieme a Lisa Galantini.

Durante la giornata si sono alternate 11 proposte artistiche, le presentazioni della giuria a cura di Francesco Paracchini, gli interventi del presidente del CPM Franco Mussida e la premiazione del vincitore della sezione strumentale: gli YUGEN.

Metto qui il video di un loro brano, ti consiglio di ascoltarlo.

Il contest è stato vinto da Cecilia, artista che durante la sua esibizione ha letteralmente illuminato il palco.

Padronanza dello strumento, bella voce e sguardo sul pubblico, ci ha abbracciati con la sua musica.

Arpa e voce, non pensavo avesse possibilità di vincere in quanto era l’unica a cantare in inglese, ma la sua esibizione è stata così efficace da riuscire a conquistarsi il premio di 5 date in giro per l’Italia (pagate 500 euro ciascuna n.b.).

La gara è stata molto dura, c’erano tante proposte veramente valide.

Da quando faccio parte delle giurie musicali (da circa 8 anni) ho cambiato radicalmente la mia visione dei contest.

Spesso noi musicisti e musiciste viviamo i concorsi come un modo per affermarci, per dimostrare che siamo bravi.

In realtà è molto diverso.

Ci sono tanti elementi da considerare, che riguardano la maturità del progetto musicale, la capacità di comunicare sul palco, i testi, la capacità di emozionare (questa per me più di tutti) e poi inevitabilmente il gusto personale.

A proposito di gusto personale, già dagli ascolti preliminari mi è piaciuto molto Gabriele Spira, che fa un indie pop di qualità e che ieri dal vivo mi ha convinta ancora di più.

Come dicevo, la cosa divertente dei contest è ascoltare anche proposte che nulla hanno a che vedere col cantautorato classico, ma che per questo rimangono memorabili.

Assolutamente da menzionare i Zebra TSO, band che vorrò andare a sentire dal vivo.

Si divertono e divertono tantissimo (e, cosa importante, sono nati prima degli Angine de Poitrine)

Ripeto: quando sei in giuria capisci meglio a cosa servono i contest.

Mi sono segnata i nomi di tutti i partecipanti e sicuramente mi ricorderò di loro in futuro.

E così sarà per tutti gli altri membri della giuria.

Per farti capire la cura che c’è dietro il contest: ogni membro della giuria è stato presentato da Francesco Paracchini, che ha raccontato la nostra storia perché eravamo lì.

Sara Velardo giuria l'artista che non c'era

Riflettici quando pensi che partecipare ai contest sia inutile: guarda sempre chi c’è in giuria e da chi ti stai facendo ascoltare.

Meglio partecipare a un contest così piuttosto che vincere uno di quei concorsi che si basano tutti su quanta gente porti al locale o quanti voti racimoli online, no?

 

Spero che questo articolo ti sia utile, come sempre ti aspetto nei commenti.

W la musica, sempre.

 

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Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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