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Sara Velardo - Musicista

La timidezza non crea nulla

La timidezza non crea nulla

La timidezza non crea nulla

 

Ci hanno insegnato ad essere umili, a non sentirci mai migliori degli altri, a lavorare sodo ed essere grati per i risultati che raggiungiamo, anche se sono al disotto delle nostre aspettative.

Ci hanno insegnato che uno su mille ce la fa ed è molto improbabile che quell’uno saremo noi.

Che ci sono tanti musicisti e musiciste molto più in gamba, che i nostri successi sono momentanei, che non dobbiamo mai sentirci migliori degli altri.

Studiare, lavorare, aspirare alla stabilità, che la felicità non è per tutti.

Ti è mai capitato che ti dicessero “se punti troppo in alto rischi di farti male”?

Ma questi concetti come possono essere compatibili con il desiderio di essere su un palco, davanti a migliaia di persone, a suonare le tue canzoni?

Fino ai dodici anni sono stata una timida ragazzina con gli occhiali, china sui libri, che faceva fatica a fare amicizia, poi ho scoperto la musica e la mia vita è cambiata per sempre.

Sentivo di avere qualcosa dentro, qualcosa che sentivo solo io, che era solo mio, e volevo assolutamente condividerlo con il mondo.

È quella sensazione che senti dentro che ti spinge a vincere la paura, la timidezza, l’insicurezza, e ti porta a salire su un palco, ad esporti in tutta la tua fragilità.

L’umiltà può essere nemica dell’arte, tante composizioni meravigliose non avrebbero mai visto la luce se l’artista avesse pensato “ci sarà sicuramente qualcuno migliore di me”.

Potrai non essere il più bravo o la più brava, ma che importa?

Paragoneresti mai Bob Dylan a Stevie Wonder? O Michael Jackson a Pavarotti?

La musica non è uno sport, è un’arte, non è poi così facile decidere chi è più bravo se gli artisti sono completamente diversi tra di loro, no?

L’estate scorsa ho letto due libri che mi hanno rapita e colpita profondamente: Circe di Madelein Miller e La mucca viola di Seth Godin.

Sono due libri completamente diversi ma entrambi hanno dei punti in comune che riguardano l’unicità, la passione, il talento.

Ne ho parlato nel mio ultimo articolo su Meer, rivista internazionale con la quale collaboro da qualche tempo.

Puoi leggerlo cliccando su questo link.

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te, ma potrebbe non esserci mai nessuno come te.

 

Come sempre ti aspetto nei commenti.

W la musica, sempre

Sara

3 commenti su “La timidezza non crea nulla”

  1. Grazie mille Sara!
    Questo articolo mi ricorda una caratteristica importantissima per noi musicisti: la capacità di prendersi dei rischi; dei rischi che magari sono il cercare di realizzare i propri sogni musicali, lavorando durante il giorno per mantenersi.
    Magari sacrificare il proprio denaro, investendo in occasioni che neanche siamo sicuri ci possano ripagare quello che abbiamo speso.
    È un argomento che mi fa riflettere molto in questo momento, poiché purtroppo il nostro evento dell’8 Marzo è stato annullato a causa di alcune complicazioni con il bar della scuola di musica. Tuttavia, proponendo alla mia band altri auditorium dove organizzare il tutto, ho incontrato per la prima volta il tema della paura del rischio economico… Benché io fossi pronto a investire il mio mondo, la band non sono solo io, e perciò il progetto è stato rimandato a un momento futuro in cui non ci sarà rischio di perdite…
    Io penso che, sia importantissimo imparare a gestire il proprio denaro per non arrivare a bruciarsi tutto in 4 eventi, tuttavia, allo stesso tempo, penso che se bisogna stare a guardare il portafoglio per ogni cosa, garantendosi sempre la massima sicurezza, alla fine si organizzano 2 eventi in 10 anni se va bene…
    PS: grazie infinite per i lavori che stai preparando, non vedo l’ora di ricevere i tuoi materiali

    1. Ciao Lorenzo!L’argomento è sempre molto complesso, sopratutto se si lavora in band. Io ho militato in tantissime band ma solo con il mio progetto solista sono riuscita a raggiungere obiettivi importanti. Il punto è che in band distribuisci oneri e onori e il potere decisionale. Da solo sei tu l’unico responsabile del successo o del fallimento del tuo profetto, quindi sei tu a decidere e rischiare. Sono proprio due mondi diversi. Credo che la cosa più importante e difficile sia proprio capire quando è il caso di rischiare e quando no, ma queste cose si imparano sbagliando, non c’è proprio altro modo! Tra i vari materiali che sto preparando c’è anche un percorso di formazione su come muoversi in queste cose, avrai presto aggiornamenti! 🙂 E ricordati che sono sempre qui se hai bisogno!

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