Ma tu lo sai che tanti musicisti non sanno quali sono i loro diritti?
E non sanno come funziona il mondo dell’editoria musicale?
L’articolo di oggi serve a fare chiarezza su chi sono i soggetti del diritto d’autore.
Prima di partire, ti consiglio di recuperare questo articolo sul diritto d’autore in cui faccio una panoramica generale.
Autore dell’opera
- Compositore se scrive la musica
- Autore del testo o della parte letteraria
Artista Interprete ed Esecutore (AIE)
L’artista che esegue materialmente l’opera, ovvero che canta nel disco, può anche non essere l’autore del brano (pensa a Giorgia che è una grande cantante ma non scrive brani suoi).
Nel diritto musicale, la parola “artista” si riferisce agli interpreti del brano.
Produttori Fonografici
La persona fisica o giuridica che si assume l’iniziativa di catturare, incidere, registrare le interpretazioni ed esecuzioni di un’artista, realizzando così quello che in gergo si chiama fonogramma.
In sostanza è colui che fa lo sforzo economico od organizzativo per registrare il disco.
Esempi:
- Se ti registri da solo sei tu il produttore fonografico.
- Se la casa discografica si occupa di tutto, diventa proprietaria del fonogramma.
- Se una band paga studio ecc, diventa produttrice fonografica del prodotto e proprietaria del fonogramma.
- Se registrate dal batterista e si occupa lui di tutto, diventa lui il produttore fonografico.
Da non confondere con:
Il produttore artistico
Non ha invece diritti sul fonogramma, viene retribuito a percentuale sul risultato economico o anche a compenso fisso.
Il produttore esecutivo
Ha un ruolo organizzativo, non ha necessariamente ruoli attivi nella creazione del disco, ma investe nella sua realizzazione.
Non sono proprietari del fonogramma.
Gli editori musicali
Sono imprenditori che lavorano con l’autore.
Il loro lavoro consiste nel dare la massima promozione e diffusione al brano, indipendentemente dalla diffusione della registrazione.
Cosa vuol dire?
Un brano può essere registrato e arrangiato infinite volte, e i diritti d’autore di questo brano rimangono sempre dell’autore e dell’editore, perché riguardano la composizione.
Invece i produttori e gli artisti esecutori godono solo dei diritti su quella particolare esecuzione e registrazione del brano a cui hanno partecipato, quindi non su eventuali reinterpretazioni o arrangiamenti.
Per esempio: se un mio brano viene cantato da Giorgia e registrato da Taketo Gohara, ma anni dopo viene cantato da Elisa e registrato da Rick Rubin, io e il mio editore continuiamo a godere dei diritti d’autore in ogni caso, mentre Giorgia e Taketo godono dei diritti connessi solo sulla registrazione curata da loro.
Chiaro?
Esempi di guadagni dallo sfruttamento dell’opera
- Spartiti
- Utilizzo del testo
- Creazione di basi midi o karaoke
- Utilizzazione del titolo della canzone per merchandising o altre attività
- streaming
- downloading
- stampa di supporti fonografici contenenti l’opera musicale
- Sincronizzazione (abbinamenti dell’opera musica a immagini in movimento) spot videogiochi ecc
- Live
- Pubbliche diffusioni (Radio, TV, negozi, discoteche, palestre, treni, alberghi, ristoranti ecc)
- Utilizzazioni di elaborazioni (traduzioni, elaborazioni, mashup, remix)
- gadget sonori
Rapporto tra autore ed editore
Hai letto l’articolo che ti ho linkato sopra?
Facciamo un recap:
Diritto patrimoniale d’autore è il diritto esclusivo che l’autore ha su una sua proprietà.
L’autore può cedere, dietro compenso, questo diritto, tramite il contratto di edizione musicale.
Noi “vendiamo” i nostri diritti all’editore.
L’editore non retribuisce l’autore con un compenso fisso, ma dietro un compenso percentuale.
Autore ed editore si spartiscono i proventi dell’opera.
L’editore diventa proprietario al 100% dell’opera, ma riconosce, di solito, la metà dei ricavi all’autore.
Per un autore sconosciuto il valore del suo brano è tendenzialmente 0, quindi gli editori pagano solo la percentuale.
Se l’opera è già un successo, che genera già proventi ogni anno, o si sa che li genererà, l’editore paga una cifra subito, indipendentemente dalle percentuali.
Esempio: se un tuo brano fosse scelto per partecipare al Festival di Sanremo, avresti molte possibilità di trovare dei grossi editori disposti a lavorare con te, e a contrattare una percentuale vantaggiosa di diritti per te.
Nei contratti di edizione, gli editori si obbligano contrattualmente nel termine di 2 anni a pubblicare l’opera e a garantirle un certo numero di utilizzi.
Per quanto tempo dura la cessione?
L’autore cede i diritti patrimoniali per tutta la durata di tutela del diritto d’autore.
L’editore musicale raccoglie i proventi appoggiandosi a una società di gestione collettiva.
Quindi si procede al rideposito del brano, e poi splittano i compensi secondo quanto dichiarato nel bollettino di dichiarazione.
Prima si fa il contratto di edizione musicale, e immediatamente dopo si va a fare il deposito con la ripartizione dei diritti.
Il bollettino di deposito non è assolutamente un contratto di edizione musicale.
Guardati bene dal cedere i diritti di edizione senza contratto di edizione.
Non è necessario avere un editore per pubblicare un’opera, ma vale la pena se hai un editore che lavora bene.
Contratti di esclusiva autorale
Se un editore ritiene che un autore o un’autrice siano talentuosi e riescano a produrre successi da classifica, può decidere di stipulare un contratto di esclusiva autorale.
In questo modo, si assicura che anche le produzioni future siano gestite da lui.
Gli offre un compenso fisso, e l’autore si impegna di consegnare un tot di opere all’anno, di cui l’editore sceglierà le migliori per la pubblicazione.
Pensa ai soliti nomi che girano tra gli autori del festival di Sanremo, o gli autori che ogni anno sfornano successi da classifica, se tu fossi un editore non vorresti lavorare con loro?
Ovviamente parliamo di autori professionisti, che sono in grado di produrre decine di brani all’anno.
Ci sono tantissimi musicisti che lavorano in questo mercato, vivono grazie ai proventi del diritto d’autore, e magari non salgono su un palco da decenni.
Normalmente questi contratti durano 1/2/3 anni e possono avere compensi annuali variabili.
Dipende dalla storia e del valore di mercato della produzione creativa dell’autore.
I coeditori
Nel caso l’editore voglia dare maggior diffusione all’opera, può decidere di includere dei partner nel contratto di edizione, firmano quindi un contratto di co-edizione.
Possiamo quindi trovare anche quattro editori per lo stesso brano, un modo per unire le forze e cercare di promuovere il più possibile la canzone.
Contratto di sub-edizione
Nel caso un editore italiano voglia promuovere un brano all’estero, può cedere i diritti patrimoniali dell’opera a un editore straniero, solo per il territorio di sua competenza.
Il sub editore quindi diventa editore principale per tutti gli utilizzi di quel territorio e poi riconosce all’editore la sua parte.
Di solito il sub editore si tiene il 10/15%
Le edizioni musicali sono la merce di scambio vera e propria nel mondo della musica
Spesso non ci rendiamo conto di quello che stiamo firmando.
Quando firmi un contratto di edizione devi essere sicuro che il tuo editore sia in grado di aiutarti a diffondere l’opera, altrimenti stai solo privandoti di un tuo diritto.
Le edizioni dei tuoi brani sono la moneta di scambio per raggiungere accordi che siano profittevoli per te.
Durante la prima edizione del corso Dalla Canzone alla Distribuzione, mi sono resa conto di quanto ci sia bisogno di parlare di questi argomenti, molti musicisti non hanno idea del mondo in cui lavorano.
Ti ricordo che se hai bisogno di consulenza legale puoi associarti a Note Legali, l’iscrizione annuale costa veramente poco, e può salvarti dal firmare contratti che possono compromettere la tua carriera.
E tu, eri già a conoscenza di queste cose?
Se ti va fammi sapere nei commenti.
W la musica, sempre.
Sara
Iscriviti alla newsletter
Tutti i contenuti del blog e tanto di più.
Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.



