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Cos’è l’home recording e perché si differenzia da una registrazione professionale
Per imparare a registrare professionalmente serve una preparazione teorica e tecnica che va ben oltre quelle che sono le conoscenze medie di un/a musicista, ma avere delle basi pratiche di come si registra a casa è fondamentale per creare, arrangiare e lavorare.
Durante il lockdown ho potuto lavorare ad alcune produzioni proprio perché ero attrezzata con scheda audio, microfoni ecc, e avevo già maturato un bel po’ di esperienza sul campo.
Molte delle registrazioni fatte a casa sono finite in dischi, da quel momento in poi ho lavorato sempre così e tutt’ora registro nel mio home studio collaborando a distanza con i produttori.
Il mio mantra è: poche cose ma di qualità.
Non servono migliaia di euro, 10 microfoni e mille plugin, ma fare poche cose con una buona strumentazione.
In questo articolo ti darò le basi per imparare tutto quello che ti serve per registrare a casa.
- ambiente
- strumentazione essenziale
- istruzioni su come registrare
L’importanza dell’ambiente e dell’acustica della stanza
La prima differenza tra uno studio di registrazione e casa tua è ovviamente la qualità audio della stanza.
Gli studi di registrazione sono trattati acusticamente non solo per l’isolamento, ma per evitare rimbalzi, riverberi e altre interferenze sonore.
Il suono che produci infatti viene influenzato da tantissimi fattori esterni, “correggere” la stanza è quindi la prima azione da compiere quando si costruisce uno studio di registrazione professionale.
Anche un microfono da migliaia di euro non può compensare un ambiente acusticamente sfavorevole. Prima di investire in attrezzatura costosa, valuta cosa ti serve davvero.
Come puoi migliorare l’acustica della tua stanza
Sicuramente una prima buona azione da compiere è quella di ascoltare.
Dove suona meglio il tuo strumento?
La cosa che si cerca di fare di solito è quella di scegliere la stanza in cui hai già un buon suono di partenza e rendere il suono più asciutto possibile, magari utilizzando coperte e tappeti per attutire i rimbalzi.
Spesso si pensa che bisogna spendere tantissimi soldi per iniziare a registrare, ma pensa invece al contrario: inizia, e man mano cerca di capire cosa ti serve per migliorare il tuo suono.
Ci sono degli studi di registrazione che sono diventati iconici proprio per il tipo di suono che si crea in quell’ambiente, ma stiamo parlando di home recording di base, quindi il tuo scopo deve essere quello di creare il miglior ambiente possibile con i mezzi che hai.
Riepilogando:
- Ridurre i rimbalzi: usare tappeti, coperte, pannelli fonoassorbenti.
- Capire il suono della stanza: provare diverse posizioni e verificare dove lo strumento/voce suona meglio.
Molte persone registrano le voci dentro l’armadio, per esempio, perché cercano un suono più asciutto e facilmente controllabile, mentre altre preferiscono avere già un riverbero naturale.
Ti spiego il perché: se registri uno strumento molto asciutto puoi aggiungere del riverbero in post produzione, se invece il tuo strumento ha già tanto riverbero diventa complicato tornare indietro.
Quindi, prima di cercare il suono “particolare” o sperimentare, impara ad ottenere una registrazione pulita.
Attrezzatura essenziale: cosa ti serve per iniziare?
- Un computer
- Una DAW
- Una scheda audio
- Un microfono (ma non sempre)
- Delle cuffie (poi ti spiego la differenza tra cuffie aperte e chiuse)
- Un’interfaccia MIDI (opzionale)
Cos’è una DAW?
“DAW” è l’acronimo di Digital Audio Workstation, in italiano, Stazione di Lavoro Audio Digitale. In sostanza è il programma che utilizzerai per registrare, es. Logic, Pro Tools, Cubase, Garage Band, Reaper ecc.
Ogni DAW ha un’interfaccia diversa, ma le funzionalità di base sono uguali.
Se hai Apple potrai iniziare con Garage Band che è incluso e ha tantissime funzionalità utili (io ho arrangiato diversi dischi prima di passare a Logic), se hai Windows puoi iniziare con un programma gratuito come Reaper.
Scheda audio
La scheda audio è lo strumento che ti consente di trasformare il tuo segnale analogico in un segnale digitale che viene processato dal computer.
Allo stesso tempo, converte i segnali digitali della DAW o di altri software in segnali analogici, che possono essere ascoltati attraverso monitor da studio o cuffie.
Ci sono diversi tipi di schede audio, con qualità diverse, la scelta dipende da:
- numero di strumenti che intendi registrare contemporaneamente, e di conseguenza numero di canali che ti servono
- tipologia di ingressi e preamplificatori
- qualità dei convertitori
- connettività e compatibilità
In sostanza: cosa devi registrare? Che livello di qualità ti serve?
Se sei all’inizio e il tuo computer ha un ingresso USB, ti consiglio di iniziare con una scheda audio a 2 ingressi come la Focusrite Scarlett.
Se invece fai parte di una band o devi registrare una batteria, dovrai ovviamente pensare a una scheda audio con più ingressi, per es M-Audio M-TRACK EIGHT
Tipi di ingressi
I segnali in ingresso possono essere diversi, in particolare:
Audio: ingresso microfonico (XLR) o jack (TRS)
Midi/Usb: se devi collegare dei controller midi o una batteria elettronica, per esempio
Ti spiegherò nel dettaglio tutto in questo articolo
Microfoni
Ogni persona con cui parlerai ti consiglierà qualcosa di diverso, preparati.
Questo perchè ci sono un’infinità di soluzioni possibili e variabili.
Non esiste un microfono che vada bene per tutto, ma ci sono tanti microfoni per tanti utilizzi diversi.
Dipende dal tipo di strumento, dal budget, dal suono che cerchi, da quello che ti piace ecc
È importante però capire quali sono le tipologie di microfoni maggiormente usate:
Microfoni dinamici
Un microfono dinamico utilizza una bobina mobile collegata a un diaframma che vibra in risposta al suono. Il movimento della bobina dentro un campo magnetico genera il segnale elettrico.
Sono di norma robusti e resistenti, poco sensibili, reggono bene alti volumi e non necessitano di alimentazione phantom (dopo ti spiego cos’è la phantom).
Vengono utilizzate per le voci live, ma anche per batteria e amplificatori (anche in studio di registrazione).
Esempi di microfoni dinamici da live: Shure SM58, SE Electronics V7, Sennheiser e935
Dinamici da studio
Alcuni microfoni dinamici offrono qualità elevata per registrazioni professionali, hanno una risposta in frequenza più ampia e dettagliata rispetto ai modelli live, e più sensibilità e gamma dinamica, ovvero ****atturano sfumature migliori, pur restando meno sensibili ai rumori ambientali rispetto ai condensatori.
Esempi di microfoni dinamici da studio: Shure SM7B, Electro-Voice RE20, SE Electronics Dynacaster.
Microfoni a condensatore
Hanno un diaframma ultrasottile vicino a una piastra carica elettricamente. Quando il diaframma vibra, genera variazioni di capacità elettrica che vengono convertite in segnale audio.
Hanno un’alta sensibilità e risposta ai dettagli, infatti li troverai spesso appoggiati a dei supporti a molle, che li proteggono dalle vibrazioni e gli urti.
Hanno una gamma di frequenze più alta rispetto ai dinamici e sono più sensibili ai rumori esterni.
In pratica: se registri con un microfono a condensatore in una stanza di casa tua, anche se hai le finestre chiuse, potresti catturare il rumore di un auto che passa in lontananza o lo sciacquone del vicino di casa, cosa che non accadrebbe con un dinamico.
Proprio per la loro sensibilità e capacità di catturare più frequenze, sono preferiti per registrare strumenti acustici, voci in ambienti insonorizzati e usarli dal vivo è veramente problematico (ma non impossibile).
I microfoni a condensatore possono essere a diaframma largo o piccolo, dipende dai tipi di utilizzo.
Esempi: AKG 414, SE Electronics 2200, Rode TN1, Neumann U87
Proprio per la loro estrema sensibilità vengono utilizzati con un filtro popup per ridurre quei suoni forti come la P o la B, ce ne sono diversi in commercio ma puoi anche realizzarlo a casa con un paio di collant e un appendino di ferro.
Ma cos’è la Phantom?
I microfoni a condensatore hanno bisogno di corrente elettrica per attivare il circuito interno e polarizzare la capsula, altrimenti non possono funzionare.
L’alimentazione phantom invia 48V attraverso i cavi XLR direttamente dal preamplificatore, dalla scheda audio o dal mixer, senza bisogno di batterie o alimentatori esterni.
Detto in termini tecnici:
La tensione viene inviata attraverso i cavi bilanciati (tipicamente cavi XLR), in cui i pin 2 e 3 trasportano la tensione in modo simmetrico, mentre il pin 1 funge da terra. Questo metodo permette di alimentare il microfono senza interferire con il segnale audio trasmesso.
Quando compri una scheda audio ricordati sempre di verificare che abbia questa possibilità, altrimenti non potrai utilizzare i microfoni a condensatore.
Tipologie di ingressi e cavi
Ingressi TRS (Jack)
Gli ingressi TRS sono riservati agli strumenti elettrici come chitarre elettriche e bassi.
Il suono dello strumento entra direttamente nella scheda audio, quindi l’ambiente intorno non ha alcuna influenza sul suono che stai registrando.
Ma il suono che arriverà alla scheda audio sarà il suono dello strumento, senza alcun tipo di effetto amplificazione.
Le alternative sono quindi diverse:
- passare attraverso la pedalboard e arrivare alla scheda audio con un suono processato
- microfonare l’amplificatore
- utilizzare dei VST
Per approfondire ti linko la mia guida completa su cavi e connessioni.
Cosa sono i VST?
I VST sono dei simulatori che permettono di emulare, tramite un software, un componente hardware.
Per esempio possono simulare un amplificatore, un pedale, un effetto.
Possono essere di diversi tipi, tra cui:
- VSTI (Virtual Instrument)
- VST FX (Effetti)
- VST Utility (Processori di segnale)
Usare i VST ti consente di poter effettuare una registrazione e modificare il suono in un secondo momento, senza dover risuonare la parte, cosa che accade se invece registri microfonando un amplificatore, per esempio.
Quindi, se registri in camera tua potrebbe essere molto più semplice collegare la chitarra direttamente alla scheda audio, anzichè all’ampli.
In questo modo:
- non hai problemi di insonorizzazione
- non hai problemi di volume
- hai accesso a molte più possibilità sonore
La scelta del digitale anzichè l’analogico è molto pratica e credo che per l’home recording sia la soluzione migliore, soprattutto considerando la qualità che hanno raggiunto i simulatori.
Ma se si lavora a livello professionale spesso si preferisce usare strumenti veri, sopratutto per fiati o legni o sezioni orchestrali.
Ingressi microfonici (XLR)
I cavi XLR, chiamati anche cavi Cannon, dal nome del loro inventore James H.Cannon, rappresentano la connessione bilanciata per eccellenza, quindi vengono usati per connessioni a lunga distanza e garantiscono un segnale stabile e privo di interferenze.
Vengono usati principalmente per i microfoni, ma che per collegare D.I. (ti rimando sempre alla mia guida sulle connessioni).
Ingressi MIDI e USB: differenze e utilizzo
Quando colleghi strumenti o controller al computer, puoi usare MIDI o USB, a seconda del dispositivo e delle esigenze. Entrambi servono a trasmettere informazioni musicali, ma funzionano in modo diverso.
MIDI (Musical Instrument Digital Interface)
Come funziona?
- Il MIDI non trasmette audio, ma solo dati di controllo (note, velocity, pitch bend, CC messages, ecc.).
- Permette di controllare sintetizzatori, moduli sonori, DAW e VSTi.
- Richiede un’interfaccia MIDI per essere collegato al computer, a meno che il dispositivo non abbia MIDI via USB.
Anni fa era un collegamento molto più diffuso, soppiantato gradualmente dal collegamento USB, ma ancora viene utilizzato per diversi dispositivi.
Connettori MIDI
- MIDI IN: Riceve segnali MIDI da un altro dispositivo.
- MIDI OUT: Invia segnali MIDI a un altro dispositivo.
- MIDI THRU: Duplica il segnale per inviarlo a più strumenti.
Esempi di dispositivi MIDI
- Controller MIDI (tastiere, drum pad, fader controller).
- Sintetizzatori hardware (che ricevono e inviano MIDI).
- Expander e moduli sonori (che ricevono MIDI per generare suoni).
Esempi pratici di utilizzo del MIDI
Ho utilizzato il MIDI per collegare una batteria elettronica al computer, in quel caso la connessione serve per creare una mappatura dei pad della batteria, ovvero ad ogni componente fisico della batteria puoi assegnare un suono che vuoi tu.
Utilizzo la connessione MIDI anche per sincronizzare il clic di diversi dispositivi: il Looper RC600 della BOSS e diverse batterie elettroniche, come anche la BOSS RC505.
USB
Come funziona?
- la connessione USB trasmette sia dati MIDI che audio, a seconda del dispositivo.
- Non richiede un’interfaccia MIDI esterna, perché il computer lo riconosce direttamente.
- Supporta alimentazione diretta, quindi molti controller MIDI funzionano senza alimentatore esterno.
Tipologie di connessione USB nei dispositivi musicali
USB-MIDI:
- Usato da tastiere MIDI, drum pad, controller DAW.
- Funziona come un’interfaccia MIDI interna, senza bisogno di cavi DIN.
USB-Audio:
- Usato da interfacce audio, sintetizzatori con scheda audio integrata, mixer digitali.
- Permette di inviare audio e MIDI contemporaneamente.
Esempi di dispositivi USB
- Interfacce audio USB (Focusrite Scarlett, Universal Audio Volt).
- Tastiere MIDI USB (Arturia KeyLab, Novation Launchkey).
- Mixer digitali e controller DAW (Behringer X32, Akai APC40).
Cuffie: perché ti servono
vere delle cuffie è fondamentale per registrare, perché hai bisogno di sentire quello che stai facendo.
Ci sono dei casi in cui puoi farne a meno, per esempio se registri via Midi o via Jack, visto che il suono che registri entra direttamente nella scheda audio, ma diventano essenziali se stai registrando con un microfono.
Ci sono tantissimi tipi di cuffie in commercio, di diverse fasce di prezzo, ma c’è una distinzione importante da fare:
Cuffie chiuse: isolano il suono verso l’esterno, impedendo che il microfono che stai usando per registrare catturi anche il suono che esce dalle cuffie
Cuffie aperte: sono pensate per offrire un’esperienza di ascolto più fedele e bilanciata, vengono utilizzate quindi per ascoltare e mixare
Se vuoi approfondire ho scritto un articolo dedicato.
Come si imposta una sessione di registrazione
Una volta collegata la scheda audio al computer e aperto la DAW, devi creare una nuova sessione.
Una volta aperta la sessione, la prima cosa da fare è creare una nuova traccia sulla quale registrare.
Alcune DAW ti chiederanno di specificare che tipo di strumento stai registrando, quindi se è un traccia audio microfonica, uno strumento, o uno strumento virtuale (collegato via MIDI o USD).
Una volta creata la traccia, dovrai assicurarti che sia assegnata all’ingresso giusto.
Per esempio, se hai inserito il cavo XLR nell’ingresso 1 della tua scheda audio, devi assicurarti che la traccia che hai creato sia assegnata alla Traccia 1, altrimenti non registrerai alcun suono.
Una volta effettuata questa operazione, devi dire alla DAW su quale traccia vuoi registrare, quindi devi “armarla”, di solito appare una R vicino alla traccia, che diventa rossa quando ci clicchi sopra.
Mi raccomando, assicurati sempre di aver selezionato la traccia su cui vuoi registrare, altrimenti rischi di sovraincidere su qualcosa che hai già fatto.
Una cosa importantissima da fare è controllare il livello di ingresso del tuo strumento, se è troppo alto il suono sarà distorto, di solito i dispotivi audio sono muniti di una luce che si illumina di rosso per indicare un livello troppo alto, ma anche le DAW hanno questa possibilità.
Monitoring
Se vuoi sentire quello che stai suonando, è importante che attivi la funzione di monitoring, in modo da sentire esattamente il tipo di suono che stai registrando (comprensivo di eventuali effetti).
Metronomo: devi impostarlo?
Se stai registrando un’idea al volo con un solo strumento puoi anche non impostare il clic, se invece stai per registrare più tracce è fondamentale che tu lo faccia a tempo, quindi imposta prima il clic nella sessione.
Iniziare a registrare
Riepilogando:
- apri la tua DAW
- crea una traccia
- assegna la traccia all’ingresso giusto
- arma la traccia (preparala alla registrazione)
- controlla i livelli di ingresso
- attiva la funzione di monitoring
Adesso puoi iniziare a registrare.
Una volta registrata la traccia puoi decidere se tenerla, cancellarla, o rifarla.
Se vuoi tenerla ma vuoi fare un’altra take, devi assicurarti di averla spenta e disabilitata, procedi così:
- nomina la traccia appena registrata, per esempio “chitarra 1”
- duplica la traccia e nomina quella nuova con “chitarra 2”
- metti in MUTE la traccia “chitarra 1”, disarmala e arma la “traccia chitarra 2”
In questo modo potrai registrare una nuova traccia senza cancellare la precedente, e senza ascoltarla mentre registri.
Strumenti virtuali
Nel caso tu stia registrando uno strumento virtuale, dovrai necessariamente assegnare il suono che vuoi riprodurre.
Se hai collegato la tua tastiera e non assegni un suono non sentirai niente.
Quindi quando crei la traccia dovrai specificare che si tratta di uno strumento virtuale, e successivamente assegnare un suono.
In questo caso diventa fondamentale avere dei VST installati ( di cui parlavo prima).
Alcuni programmi come Garage Band hanno già una serie di suoni già presenti, altri invece richiedono dei plugin da installare.
Sul web ci sono tantissimi VST gratuiti, sia per Windows che per Mac, può sembrare complicato ma devi solo farti un giro e seguire i tutorial, te ne metto uno a caso qui.
https://www.youtube.com/watch?v=yTMEtlvWI7A&t=93s
MIX di base
Cosa significa mixare?
Non pretendiamo di essere in grado di farlo in modo professionale, ma possiamo compiere delle azioni di base.
- regolare i volumi dei singoli strumenti
- distribuire gli strumenti nello spettro sonoro
- aggiungere effetti e correzioni
Se stai registrando più tracce, il suono a un certo punto potrebbe essere confuso.
Sarà necessario regolare volumi e panning.
Il panning serve a distribuire gli elementi nel campo stereo per evitare che tutto sia al centro.
Del Mix di base però ti parlerò un’altra volta, spero che questa guida ti sia utile, se vuoi puoi scaricare il pdf in modo da stamparlo o consultarlo dal tuo tablet quando vuoi!
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Se hai dubbi o domande ti aspetto come sempre nei commenti!
W la musica, sempre.
Sara
Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.


