Molto più interessante di quello che succede dentro il teatro Ariston di Sanremo, è quello che succede fuori: decine di stand, padiglioni con radio, tv, giornalisti e brand che creano connessioni, occasioni di incontro e momenti di confronto.
Oggi ti racconto l’esperienza di Pellegatta, artista che ci insegna come con una forte determinazione e spirito di iniziativa puoi fare tutto, anche se non hai un entourage che lavora per te.
Pellegatta è arrivata a Sanremo da cantautrice indipendente, senza un ufficio stampa, senza un management.
Ha organizzato da sola ogni singolo appuntamento, ha mappato i luoghi, costruito connessioni e in 24 ore ha totalizzato un tour di interviste, live e incontri che in molti, con i mezzi giusti, farebbero fatica a replicare.
Le ho chiesto di raccontarci com’è andata.
Partiamo dall’inizio: come mai eri a Sanremo e da dove viene l’idea di organizzarti da sola?
Tutto è iniziato il 23 febbraio con la presentazione di Pythika a Casa Sanremo, un concorso artistico inclusivo promosso dall’Accademia romana L’Arte nel Cuore, rivolto ad artisti con e senza disabilità.
Sono stata invitata da Giordano Sangiorgi, patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, ed era anche il suo compleanno: gli ho regalato il mio disco.
Essere lì come cantautrice e progettista ha innescato una reazione a catena.
A Sanremo, esserci fa la differenza.
Mi sono mossa con costanza nelle settimane prima. Arrivare il giorno prima, mappare i luoghi delle interviste, creare connessioni: è stato come quando i gladiatori guardano l’arena e raccolgono una manciata di terra per prendere coraggio prima di buttarsi.
Dopo gli incontri in centro sono andata a suonare per un Secret Concert. Un live intimo, una jam, siamo rimasti in questo luogo nel cuore della Città dei Fiori.
Quella che doveva essere una serata tranquilla si è trasformata in qualcosa di speciale, e ha aperto le porte al giorno dopo.
Il 24 febbraio sembra sia stato un tour vero e proprio. Da dove hai cominciato?
Ho iniziato con un’intervista live per la Cooperativa Esibirsi.
Prima di me c’era Instaditos, Paolo di Tosto, cantautore torinese: abbiamo fatto subito amicizia, scambio di contatti, rete Modena-Torino coast to coast.
E poi è arrivata la prima scintilla: mi hanno consegnato un biglietto da visita per un incontro immediato con Radio 108 e Radio Paestum in Piazza Alberto Nota.
Radio 108, Radio Paestum… com’è andata?
Mi sono spostata di corsa in una piazzetta. Sotto la veranda di una roulotte ho incontrato Cristiano Fabris, l’anima di “Ruote a Spasso”, progetto che abbatte le barriere del turismo per le persone con disabilità.
L’intervista per Radio 108 è stata intensa: tra le sue iconiche scarpe di due colori diversi, abbiamo parlato di viaggi, musica e barriere che cadono, e di un Sanremo inclusivo.
Nel pomeriggio hai incontrato Michele Monina e il team di PunkRemo. Raccontaci com’è andata.
Avevo contattato Monina settimane prima per un’intervista, chiedendo il primo giorno di Sanremo, quando ancora non c’è tutta la calca di artisti.
Mi sono ritrovata immersa in PunkRemo, il format ribelle del Festival.
Sono stata intervistata da un team pazzesco: Giorgieness, artista punk rock dalla voce graffiante; Etta di Marco, talento pop-urban travolgente; e Jasmine “Jas” Abd El Gelil, content creator e conduttrice di Rai Play Sound.
Ho avuto il piacere di conoscere anche la cantautrice Cecilia Larosa e Nicol di Amici 21.
In acustico è tutto più bello, il chitarrista di Nicol aveva una Taylor e i suoi brani mi sono piaciuti un sacco.
Sempre lì a Casa Bontempi hai incontrato Feelers. Di cosa si tratta?
Feelers è un’app che connette direttamente artisti, fan e locali.
Per chi come me ama organizzare tour e Secret Concert in modo collaborativo, è uno strumento fondamentale.
In un contesto caotico come Sanremo, avere una piattaforma che semplifica la creazione di eventi live è stata la chiave per gestire i miei spostamenti e i set improvvisati.
Hai rilasciato anche un’intervista per Radio Pianeta e poi la chiusura in Piazza Bresca
Ho conosciuto Luca Bassani di Radio Pianeta il giorno prima durante un dibattito e, dopo avermi sentita al Secret Concert mi ha voluta in diretta.
Una chiacchierata carica di adrenalina nel cuore di Sanremo.
Alle 17.30 ultima corsa con chitarra, zaino e la Diamonica che mi avevano regalato a Casa Bontempi.
Sono arrivata sotto la veranda di Sotto Coperta per il palco del MEI.
Cristian Gullone mi ha intervistata prima del set.
Hanno suonato i Manleva, poi tocca a me far vibrare la piazza Bresca, poi ho passato il testimone a Marko Kurtinovic e Zanira.
Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
Sul lungomare ho incontrato, chitarre in spalla, le cantautrici La Noce e Rossana De Pace.
Un abbraccio fra chitarre e zaini, come alberi di vele che vanno e vengono sul lungo mare di Sanremo.
Sanremo non è solo un palco, è un incrocio magico di persone, persone che tengo a ringraziare.
Grazie a chi mi ha dato spazio e ha condiviso con me questi giorni bellissimi.
Porto con me la Diamonica ricevuta in dono da Casa Bontempi e la regalo a Gabriele, il mio ometto di 8 anni che mi aspetta a casa.
Sono una musicista e sono una mamma che continua a sognare, la prima cosa che mi hanno insegnato è che il bimbo è felice se la mamma è felice.
Pellegatta è una cantautrice di grande talento e spirito di iniziativa.
Che dimostra ancora una volta che non ci sono scuse: se vuoi diffondere la tua musica puoi trovare il modo di farlo.
Spero che questo articolo ti sia stato utile.
Come sempre ti aspetto nei commenti.
W la musica, sempre.
Sara