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Sara Velardo - Musicista

Come scegliere un impianto audio

Come scegliere un impianto audio

Come scegliere un impianto audio

 

In un precedente articolo ho parlato di schede tecniche, ovvero quello che ti serve per suonare in un locale. 

Tra i mille fraintendimenti che possono intercorrere tra i musicisti e gli organizzatori c’è anche la possibilità che non venga chiarita da subito una cosa importantissima: l’impianto audio è a carico dell’organizzatore o del musicista?

Sembra assurdo ma spesso capita che alcuni locali o associazioni vogliano organizzare un concerto ma non dispongano di un impianto audio proprio e diano per scontato che sia il musicista a portarlo.

Dall’altra parte il musicista può erroneamente dare per scontato che l’impianto sia presente, funzionante e corrispondente alle proprie necessità.

L’onere di portare l’impianto audio comporta una serie di problematiche e tanto lavoro in più, va ricalcolato il costo della prestazione e bisogna fare delle valutazioni molto importanti.

mixer live

Come comportarsi se non è presente l’impianto audio?

Le alternative sono diverse:

  1. contattare un service, quindi un fonico con il proprio impianto e i propri tecnici
  2. noleggiare un impianto, montarlo e gestire tutta la parte tecnica da soli
  3. disporre di un proprio impianto (mixer, casse, cavi ecc.)

Quale alternativa scegliere?

Dipende tutto dal tipo di evento che si sta per svolgere, dal numero di persone che suonerà dal vivo, dalla grandezza della location, dalla capacità di gestire un impianto audio e un mixer, dalla frequenza di live e tanti altri fattori.

Se suoni prevalentemente in solo o in duo, puoi attrezzarti con un amplificatore per strumenti acustici, che dispone di due o più ingressi.

Per anni ho usato lo Schertler Unico, amplificatore per acustica con riverbero a molla, alimentazione Phantom, 3 ingressi e un cono da 12”, ha già la predisposizione per essere appoggiato a un supporto. Alla fine lo portavo sempre con me, ha un’uscita xlr per collegarlo all’impianto (funziona quindi come D.I.), pertanto l’ho usato spesso come cassa spia e addirittura come amplificatore del basso e della chitarra elettrica.

L’ho tenuto 10 anni, non ho mai trovato qualcosa che mi piacesse di più ma poi l’ho venduto perché sollevare 12 chili per appoggiarlo allo stativo era diventato faticoso.

Ahimè è fuori produzione ma sul sito www.schertler.com potete trovare i nuovi bellissimi modelli.

Schertler Unico

Parlerò più approfonditamente degli amplificatori per strumenti acustici in futuro per spiegare la differenza tra un modello di poche centinaia di euro e uno che ne costa 3000.

L’amplificatore per strumento acustico ha un cono solo, quindi non hai l’effetto stereofonico e l’apertura che può darti un impianto audio, e questo può diventare un problema.  

Può essere consigliabile quindi munirsi di un mixer e due casse, valutando sia il numero di canali necessari che la potenza, il peso, e l’eventuale necessità di un sub woofer.

I mixer a 2/4/6 canali di casa Behringer sono un ottimo acquisto per i musicisti che suonano in situazioni piccole e semplici da gestire.

Prima di acquistare un mixer ci sono però tante valutazioni da fare:

numero di canali, necessità di effetti, presenza della phantom, e poi bisogna decidere se si vuole un mixer analogico o digitale. 

Qui l’esempio di un mixer molto usato per situazioni acustiche:

Behringer xenyx 1204

Mixer diversi per situazioni diverse

Se è presente la batteria si aprono vari scenari: in situazioni piccole non c’è mai la necessità di amplificare la batteria, quindi il numero di canali può non cambiare, diventa indispensabile però munirsi di almeno un monitor, ovvero di una cassa spia per monitorare la propria esecuzione, soprattutto per i cantanti.

Se i musicisti hanno strumenti elettrici e i loro amplificatori potranno monitorarsi da li, se hanno strumenti acustici potrebbe servire un monitor anche a loro.

Se bisogna amplificare la batteria tutto cambia; sei in grado di microfonarla e regolare i volumi?

Idem se la band è composta da 5 o più elementi, con tastiere e voci, il tuo impianto non è più sufficiente, serve un mixer più grande e regolare i volumi diventa più complesso.

Come scegliere un impianto audio

Inoltre forse è meglio procurare anche un subwoofer per coprire le frequenze più basse.

A questo punto forse è meglio affidarsi a un service con un fonico professionista.

Ovviamente tutte queste considerazioni sono da fare preventivamente in modo da valutare l’opportunità di accettare il concerto e predisporre il preventivo di conseguenza.


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Un abbraccio e w la musica, sempre.

Sara

2 commenti su “Come scegliere un impianto audio”

  1. Grazie mille Sara!
    L’articolo è molto interessante, poiché, avendo suonato sempre in locali attrezzati, non ho mai riscontrato la necessità di avere un impianto personale.
    Nel futuro ho intenzione comunque di fare esperienza in questo campo e conoscere meglio gli strumenti come mixer ecc… Per ora però penso che la mia alternativa in caso sarà quella della chiamata al fonico😂😅

    1. Ciao Lorenzo! Nei prossimi articoli parlerò più approfonditamente di queste cose…quindi preparati a prendere appunti! Conoscere un impianto è fondamentale se vuoi fare il musicista, ricorda: anche se poi deleghi un compito, è importante sapere come funziona per valutare la competenza dei tuoi collaboratori! 😀

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