Chitarre acustiche: mini guida su come sceglierle e farle suonare al meglio

Chitarre acustiche: mini guida su come sceglierle e farle suonare al meglio

Hai mai beccato uno di quei post sui gruppi Facebook in cui ti dicono che hanno comprato un Harley Benton da 200 euro e bastava cambiargli i pickup per farla suonare come una Telecaster da 2000?

O ti è mai capitato di parlare con qualcuno che ti dice che la sua acustica da 150 euro suona meglio di una Martin D28?

Ora, è vero che ogni chitarra è un pezzo a se e i fattori che ne influenzano il suono sono migliaia, ma questi discorsi mi fanno sempre un po’ ridere.

Ne parlavo l’altra sera con Paolo Sussone, liutaio spaziale che costruisce solo chitarre acustiche (e che chitarre acustiche), dopo aver suonato per un’oretta una delle sue creazioni.

Paolo fa questa cosa bellissima e preziosa: organizza dei concerti acustici nel suo laboratorio di liuteria sito nel centro storico di Genova, e invita gli artisti a suonare una delle sue chitarre durante il concerto.

Il live viene preceduto da un’intervista a cura di Claudio Cabone, giornalista di Rockol e persona stupenda, con una passione e cultura musicale davvero notevoli.

Ho avuto il piacere di suonare lì sabato scorso e mi sono divertita come non mi capitava da tempo

Chitarre acustiche: come sceglierle e farle suonare al meglio

Chi mi conosce bene sa che da 15 anni sono innamorata della mia Martin D18, ma sono anche innamorata delle chitarre in generale, credo che ogni strumento abbia un’anima propria e un suono unico.

Quanto è bello suonare uno strumento nuovo per la prima volta?

Per me è come incontrare una persona nuova, e scoprire piano piano la sua voce, i suoi occhi, il suo sorriso e la sua storia.

Una persona non la conosci veramente in un’ora, ma sicuramente poi capire se ti piace, a volte puoi anche innamorartene.

Ho esplorato quello strumento più che ho potuto, ho arpeggiato delicatamente, accompagnato vigorosamente, slappato, ho fatto risuonare le sue armoniche o e ho anche messo distorsori, delay, octaver.

E ho sentito tutta la qualità del legno e della costruzione.

Sai che differenza c’è tra una chitarra che tiene l’accordatura, nonostante i cambi continui di posizione del capotasto mobile, con una che non lo fa?

Finito il concerto io e Paolo ci siamo abbracciati e ci siamo ringraziati a vicenda.

Io perché non mi capitava di divertirmi così da anni, lui perché ha sentito che la stavo amando la sua chitarra.

Ovviamente parliamo di strumenti che costano 3000/4000 euro di base, e si sentono tutti.

Credo che riconoscere la qualità di uno strumento faccia parte della crescita musicale e che viceversa uno strumento di qualità possa aiutarti a suonare meglio.

Tabella dei Contenuti

Il suono è davvero nelle mani?

Sì, è vero che il suono è nelle mani, e che un professionista sa far suonare tutto, come è anche vero che un amatore suonerebbe male anche una chitarra da migliaia di euro, questo è chiaro.

Ma pensa per esempio a un paio di scarpe.

Una scarpa da 10 euro ha la stessa funzione di una scarpa da 100, devi solo indossarla e camminare.

Ma una scarpa scomoda ti farà venire mal di piedi e mal di schiena.

Se poi è una scarpa da corsa la differenza sarà incredibile.

E più diventerai esperto con la corsa e più sentirai il bisogno di avere una scarpa tecnica.

Credo che sia necessario iniziare con uno strumento economico, e pian piano passare a strumenti di qualità maggiore, perché così cresci insieme al tuo strumento.

E no, non è vero che una chitarra da 300 euro può suonare come una da 3000.

Un legno economico non potrà mai competere con un legno di qualità.

Che poi non si tratta solo del suono, ma anche di suonabilità.

In che senso suonabilità?

Qualche settimana fa ho suonato al Germi a Milano, c’era un Harley Benton attaccata ad un Fender Reverb.

Il suono non era male, ma ho sentito veramente tanto la differenza con la mia Telecaster, e non ho suonato come al solito.

Il pubblico non l’ha sentito, la cantautrice con cui suonavo non l’ha sentito, neanche chi mi conosce bene l’ha sentito, ma io l’ho sentito tutto nelle dita.

Avere uno strumento buono non è importante solo per il suono, ma anche per consentirti di suonare al meglio.

La manutenzione fa la differenza

Otto anni fa ho cambiato casa e la mia Martin è passata da una stanza fredda umida a una calda e secca e ha ceduto, si è creata una crepa in una fascia.

Il mio liutaio l’ha sistemata ma ho come l’impressione che sia una ferita sempre aperta.

Qualche mese fa ho dovuto far incollare delle catene, adesso ho problemi di accordatura.

Il motivo è semplice: da 15 anni la porto in giro ovunque e l’ho suonata veramente tantissimo.

Mi dicono da anni di prendere una chitarrina economica da usare nelle situazioni più difficili, ad esempio in caso di eventi all’aperto sotto il sole o con la possibilità di pioggia ma io non riesco.

Ci ho provato eh, ma poi quando suono mi manca troppo la mia Martin.

Da 15 anni però, almeno una volta all’anno, la porto dal liutaio per un check up, perché anche la chitarra più bella del mondo ha bisogno di manutenzione, altrimenti tanto vale.

Anzi, più la chitarra è bella e più ha bisogno di cure per essere sempre al top.

La stessa cosa vale per le elettriche: ho sentito degli strumenti costosi suonare veramente male perché non erano settate correttamente o venivano tenute in luoghi troppo umidi o troppo secchi.

In questo caso forse uno strumento economico tenuto bene, magari che è stato sottoposto a qualche upgrade (per esempio sostituzione dei tasti o dei pickup) può suonare meglio di uno costoso ma trascurato.

Come scegliere la tua chitarra?

Eh, bella domanda.

Partiamo dalle cose da non fare:

  • non scegliere per sentito dire
  • non comprare online senza provarla
  • non farti ingannare dal nome sulla paletta
  • non pensare che una chitarra vada bene solo perché costa un sacco di soldi
  • anche una chitarra di liuteria può avere dei difetti
  • non fissarti sui legni: i legni hanno lo stesso nome ma l’origine geografica, l’invecchiamento, i trattamenti subiti fanno una differenza enorme

Cose da fare:

  • provala di persona, suona e ascolta
  • fai caso a come senti il polso dopo un po’ che la suoni
  • è settata bene o frizza? Le ottave sono a posto?
  • provala senza amplificazione e poi amplificata (l’amplificazione puoi metterla tu dopo)
  • prova tantissime chitarre, non fermarti mai alla prima
  • se lo strumento costa più di 1000 euro e tu non ne capisci abbastanza, fatti accompagnare da un liutaio o da qualcuno che ha molta più esperienza di te

E soprattutto: dormici su se puoi, gli acquisti impulsivi sono quelli di cui ci pentiamo.

Per scegliere la mia Martin ci ho messo 6 mesi in cui ho provato decine di chitarre, e in 15 anni non mi sono mai pentita della scelta.

Meglio comprare una chitarra amplificata o amplificarla dopo?

Come ho detto prima, io sono fan delle chitarre non amplificate, per due semplici motivi:

  • le chitarre amplificate hanno spesso il mixerino sulla fascia, questo vuol dire che la fascia della chitarra è bucata e se vuoi cambiare amplificazione ti ritrovi con un buco nella fascia
  • spesso il costo della chitarra è imputabile più all’amplificazione che alla qualità costruttiva, questo significa che da spenta potrebbe suonare male

Le mia amplificazioni preferite sono quelle della L.R. Baggs, perché sono quelle che rimangono più fedeli e non inquinano il suono con un suono troppo artificiale.

Sulla mia Martin ho montato un L.R. Baggs Anthem, che ha sia il piezo che il microfono interno.

Non devi bucare la fascia e non va in larsen praticamente mai, nonostante usi distorsori, delay ed effetti vari sull’acustica.

La manutenzione è quasi nulla, l’unica cosa da cambiare è la pila 9w, che viene inserita in un astuccio e fissata con li velcro all’interno della cassa.

Gli unici due controlli presenti sono il volume e il grado di miscelazione tra i due segnali (pickup e microfono).

Chitarre acustiche: come sceglierle e farle suonare al meglio

Come amplificare una chitarra acustica

Ma che senso ha spendere un sacco di soldi per una chitarra e un’amplificazione buona se poi mi entra tutto in un mixerino da 200 euro?

Ci sono delle soluzioni anche per questo

  • DI BOX o Preamp per chitarra acustica
  • amplificatori per chitarra acustica

D.I. Box e Preamp

Delle DI BOX ho parlato in questo articolo, per quanto riguarda i pre-amp, spiegandolo in maniera molto semplice, hanno la stessa funzione della D.I. ma ti consentono di agire sul suono modificandolo.

Non essendo una a cui piace tanto smanettare, ho sempre preferito una buona D.I. utilizzando l’eq della chitarra, perché se l’amplificazione interna è buona non c’è bisogno di agire troppo sull’equalizzazione

Pre amplificatore L.R.Baggs

Amplificatori per chitarra acustica

Quando ho iniziato a suonare in giro da sola mi sono ritrovata in situazioni in cui avevo problemi di ascolto sul palco.

Suonavo in tantissime situazioni diverse e a volte non era presente un impianto.

Ho deciso quindi di investire da subito in un amplificatore per chitarra acustica, in modo da avere sempre il controllo del mio suono sia sul palco che fuori.

Ho scelto quello che per me è uno degli amplificatori migliori in giro, o almeno lo era 15 anni fa: lo Scherter Unico.

L’ho preferito a soluzioni economiche per il riverbero a molla, di cui sono innamorata.

L’ampli aveva tre ingressi:

  • chitarra
  • voce
  • stompbox

Molte volte bastava quello per amplificarmi, tante altre volte lo usavo come ampli da palco e cassa spia.

Puoi metterlo su uno stativo per tenerlo in alto o puoi appoggiarlo a terra, dipende dalle situazioni.

amplificatore chitarra acustica

Accortezze per far durare il tuo strumento

I cambi di temperatura e umidità sono micidiali, quindi non lasciare mai il tuo strumento nel bagagliaio per lungo tempo se c’è tanto freddo o tanto caldo.

Compra un igrometro per misurare la temperatura della stanza e il grado di umidità

Se rientri a casa dopo un concerto e fuori fa freddo, scorda la chitarra di un tono in modo da allentare la tensione del manico

Non fidarti delle soluzioni fai da te che ci sono su internet, trova un liutaio di fiducia e fatti consigliare i prodotti per pulirla

Lo so che non sempre si ha il tempo di fare tutte queste cose, ma ti assicuro che le conseguenze si pagano.

Prossimamente intervisterò un liutaio per approfondire l’argomento, se hai domande o perplessità commenta qui sotto!

Intanto spero che questo articolo ti sia stato utile.

W la musica, sempre.

Sara

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Immagine di Sara Velardo

Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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