Marzo 2026: Billboard intervista Chaotic Good, un’agenzia di promozione per musicisti che si occupa di creare un’intera narrativa attorno a un artista.
Lo fa creando migliaia di account falsi sui social, per indirizzare opinioni, ascolti e trend.
Migliaia di account falsi che si occupano di creare contenuti, commentare, pilotare l’opinione intorno a un progetto musicale.
Ma come funziona?
Faccio un salto indietro per introdurti il contesto.
Fino a qualche anno fa, la forza promozionale di un artista era determinata dalla potenza dell’etichetta e del management.
Più era grande l’etichetta con cui firmavi, più era probabile che il tuo pezzo passasse in radio o in TV.
Questo valeva per il mainstream, ma c’erano anche molte etichette indipendenti che negli anni avevano conquistato credibilità e ti assicuravano concerti, visibilità e un periodo di gavetta prima di firmare con una major.
La differenza tra le major e le indipendenti era più o meno questa:
Major – passaggi in radio e tv, collaborazioni con artisti mainstream, concerti in festival e poi tour in grandi venue.
Indipendenti – tanti concerti in piccoli locali, aperture per altri artisti, partecipazione a festival di musica indipendente, e poi tour in club più grandi.
Dietro all’artista c’era (e c’è ancora) un team di persone che si occupava di capire quale fosse il modo migliore per far arrivare la musica dell’artista ai fan.
I fan sono quelli che decidono se un progetto musicale avrà successo o no, sono quelli che parlano di una canzone agli amici, che comprano dischi, magliette e spillette, che parlano di questo nuovo artista che hanno scoperto.
I fan sono sempre stati determinanti per il successo di un artista, questo lo sappiamo.
Poi sono arrivati i social e lo streaming.

Immagina di essere il proprietario di una grossa etichetta, investire migliaia di euro in un’artista, e vedere che i fan accolgono male il primo singolo, stroncandone totalmente la carriera.
Tu hai perso soldi e tempo, l’artista probabilmente non firmerà mai più un contratto.
L’agenzia Chaotic Good elimina questo rischio.
Nel momento esatto in cui viene pubblicato il singolo su TikTok, spuntano migliaia di commenti entusiasti che elogiano il brano.
Gli altri utenti vedono tutta questa approvazione e non possono che lasciarsi influenzare dai commenti che leggono.
La loro percezione del brano viene manipolata e guidata verso un senso preciso.
Non sono più i giornali musicali che condizionano l’ascolto di un disco, ma i commenti che leggiamo sui social.
Come funziona TikTok
TikTok è un social molto interessante.
La diversità dei contenuti proposti lo rende un posto adatto sia per farsi due risate che per diffondere cultura.
Il suo algoritmo è potentissimo, dopo un paio d’ore riesce a capire cosa ti piace e rende l’esperienza molto più soddisfacente.
Una cosa che funziona molto bene su TikTok sono i trend.
Un utente crea un video divertente e questo video viene replicato da migliaia di persone.
La cosa strana è che chi copia il video non viene visto negativamente, ma si dice che “segue il trend”, ovvero replica un video come segno di approvazione per il creatore originale.
I trend hanno permesso a molti brani musicali di diffondersi a macchia d’olio, facendo tornare in classifica canzoni come “Dreams” dei Fleetwood Mac, per esempio o lanciando Lola Young con “Messy” che in pochi mesi si è ritrovata a passare dai piccoli locali ai grandi festival
Un utente usa il brano per un video, il video diventa trend che si diffonde e il gioco è fatto.
Questa dinamica è troppo allettante per non essere sfruttata.
Chaotic Good si occupa di questo: segue l’andamento dei social e sfrutta i trend a proprio favore.
Persone che non esistono creano trend per spingere un brano.
Non solo il singolo diventa virale, ma la riproduzione genera royalties, creando quindi dei guadagni per l’artista derivati da riproduzioni che non sono reali.
Tu, persona reale, segui il trend e cadi nella trappola.
Senza il trend avresti mai apprezzato quel brano?
L’agenzia nell’intervista giustifica il proprio lavoro dicendo che gli artisti erano troppo pressati dal management sulla gestione delle pagine social. Si chiedeva loro di creare contenuti, farsi vedere, essere presenti.
La pressione diventava per loro difficile da sostenere, oltre che rappresentare una distrazione dal proprio lavoro di musicista.
Si è pensato pertanto di “alleggerire l’artista”.
C’è però una bella differenza tra l’aiutare l’artista a gestire le proprie pagine social, cosa legittima e rispettabilissima, e creare degli account falsi per “pilotare la narrazione”.

I servizi di Chaotic Good
Sul sito dell’agenzia trovi i seguenti servizi:
UGC” (user-generated content), “Fanpage”, “Narrative Campaign” e “Brands and Media”.
I servizi non sono dettagliati sul sito, ma per avere informazioni devi contattarli direttamente.
Tra gli artisti per cui Chaotic Good ha lavorato ci sono Chappell Roan, Zara Larsson, Coldplay, Dua Lipa, Shawn Mendes, Justin Bieber, Mitski, Wet Leg, Laufey, Mk.gee, Oklou, Jane Remover, Dijon e molti altri.
Pare che molti nomi siano magicamente scomparsi dal sito dell’agenzia dopo che la notizia ha cominciato a scatenare polemiche.
Ti stai deprimendo?
Dopo la scoperta delle streaming farm, ovvero di quegli stanzoni pieni di telefoni cellulari che riproducono in loop i brani di un artista per alterarne gli ascolti, avevamo già capito che il mercato musicale online è un mercato morto.
Questa intervista ribadisce una verità importante: la maggior parte di quello che vediamo su internet non è la verità.
Internet è una grande rete che può manipolare le nostre opinioni, gusti e intenzioni.
Il destino della musica online, e dell’intrattenimento in generale, probabilmente sarà quello di essere soffocato dai contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Un circuito chiuso in cui utenti finti commentano contenuti finti.
E in mezzo ci siamo noi, che non sappiamo più distinguere cosa è vero e cosa no.
Se domani crollasero i server e non esistesse più internet, avresti musica da ascoltare?
O la tua fruizione di musica dipende totalmente dalle piattaforme di streaming?
Credo che l’unico modo per sopravvivere a questo marciume sia fare un passo indietro e fidarsi delle proprie orecchie.
Uscire di casa, andare a sentire i concerti.
Mercoledì scorso, durante l’ultima serata della prima stagione di Fare Musica Live, ho parlato di questa intervista, e di quanto sia importante tornare alla verità della musica.
Suonare dal vivo senza filtri, conquistare una persona alla volta, bersi una birra insieme dopo il concerto.
Riappropriarsi del rapporto tra artista e fan, cercare una connessione vera, guardarsi negli occhi per assicurarsi di star parlando con una persona in carne ed ossa.
La musica non è solo un modo per generare guadagni, è una condivisione di emozioni.
Iscriviti alla newsletter
Tutti i contenuti del blog e tanto di più.

Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.




2 commenti su “Chaotic Good: l’agenzia che decide cosa ascolterai”
Tutto ciò fa paura…non sai più cosa ascolti e vedi…tutto costruito apposta per manipolarci.
Da piccolo artista non riesco ad immaginarmi come sarà il futuro…sembra tutto wow…basta un click..
ma poi? Il vuoto…
Ciao Simone, scusa il ritardo nella risposta! Credo che l’unica cosa da fare al momento sia concentrarsi sulla musica e le connessioni reali, con persone in carne e ossa che vengono a sentire altre persone. Molti dicono che ci avviciniamo alla fine di Internet..