Girando su Instagram, se sei abbastanza curiosa, puoi scoprire artisti di cui non conoscevi l’esistenza.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo video https://www.instagram.com/p/DVaoHc5FfuJ/ in cui si provava a indagare su quale fosse il suono di una chitarra sott’acqua.
L’ho aperto per curiosità, sapendo già quale sarebbe stato il risultato.
Quello che non sapevo è che esiste un collettivo danese che ha trascorso gli ultimi 20 anni a progettare e realizzare degli strumenti che fossero in grado di suonare sott’acqua.

Tabella dei Contenuti
Chi sono
Between Music è un ensemble artistico danese con sede ad Aarhus, fondato nel 2004.
Il loro lavoro si colloca nell’intersezione tra musica, performance live, arti visive e nuove tecnologie.
Il fulcro della loro ricerca artistica è l’acqua, intesa come elemento fisico, simbolico e politico.
I fondatori e direttori artistici:
- Laila Skovmand — Direttrice artistica, compositrice, performer vocale. La sua ricerca nasce da una curiosità senza confini per le possibilità della voce e della composizione.
- Robert Karlsson — Direttore innovativo, violinista e musicista multistrumentale (viola, violino, crystallophone). Diplomato alla Royal Academy of Music di Danimarca nel 2004.
Il team include anche: Nanna Bech (performer), Moran Le Bars (percussioni), Morten Poulsen (batteria), Ludvig Bøjle Kastberg (artista), Roman Komar (sound design).
Il collettivo collabora con fisici, ingegneri, liutai, neuroscienziati e biologi, oltre a università di Danimarca, Nord America ed Europa.
Il progetto acquasonic
Ci vuole ossessione per scoprire nuovi mondi.
La voglia di andare dove nessuno è andato prima, di trasformare l’impossibile in possibile.
Ho visto strumenti musicali realizzati col ghiaccio, con le verdure, con i rifiuti, ma una cosa del genere non l’avevo mai vista, e credo sia di una meraviglia assoluta.
Anni ed anni di studio e sperimentazione per creare degli strumenti e non solo: hanno sviluppato una tecnica per cantare sott’acqua.
Tutto nasce dalla voglia di sperimentazione di Laila Skovmand.
Nel 2004, in cerca di nuove tecniche vocali, prova ad avvicinare le labbra alla superficie dell’acqua per ottenere nuovi suoni, poi inizia ad immergersi completamente.
L’acqua è un ambiente totalmente diverso, c’è il problema della respirazione, della propagazione del suono e tanto altro.
Ci sono voluti quasi dieci anni prima di ottenere dei risultati, ma alla fine ce l’ha fatta: è riuscita a sviluppare una tecnica che le permettesse di cantare sott’acqua.
Ma come funziona?
Partiamo dalle basi: come funziona normalmente la voce
La voce umana funziona così: i polmoni spingono aria attraverso la laringe, dove le corde vocali vibrano producendo un suono base, una specie di ronzio.
Quel ronzio viene poi amplificato e modellato dalle cavità di risonanza: gola, bocca, naso.
È lì che il suono diventa “voce riconoscibile”.
Il suono finale è il risultato di tre componenti: la vibrazione delle corde vocali, la risonanza del tratto vocale, e l’articolazione (lingua, labbra, palato) che modella il suono in parole.
Il sistema dipende quasi interamente dall’aria: è l’aria che fa vibrare le corde, è l’aria nelle cavità che risuona, è l’aria che esce dalla bocca che trasmette il suono all’esterno.
L’impedenza acustica
Quando parli, emetti aria e invii onde di compressione attraverso quell’aria.
Affinché qualcuno sott’acqua ti senta, le onde sonore devono passare dall’aria nella tua bocca all’acqua circostante.
Le onde sonore faticano moltissimo a passare dall’aria all’acqua e vengono per lo più riflesse all’interfaccia invece di trasmettersi.
Questo perché:
- aria e acqua hanno impedenza acustica molto diversa
- quindi gran parte dell’energia sonora viene riflessa alla superficie
Questo si chiama mismatch di impedenza acustica: aria e acqua hanno impedenza acustica molto diversa, quindi gran parte dell’energia sonora viene riflessa alla superficie invece di trasmettersi.
E se non c’è aria?
Quando apri la bocca sott’acqua e provi a cantare normalmente, l’aria fuoriesce sotto forma di bolle.
Le bolle non solo portano via il mezzo necessario per la vibrazione, ma producono rumore proprio, un fruscio caotico che copre qualsiasi suono musicale.
Ci sarebbe poi anche il rischio di ingerire acqua e soffocare..
La soluzione di Skowmand: la bolla controllata
Skovmand ha inventato una tecnica che aggira tutti questi problemi contemporaneamente.
Invece di aprire la bocca normalmente, trattiene una piccola bolla d’aria in bocca e canta attraverso quella bolla, riassorbendola quando vuole riprodurre la nota successiva.
Questo è fisicamente intelligente per due motivi:
- Mantiene l’interfaccia aria-aria: le corde vocali continuano a vibrare nell’aria, le cavità di risonanza in bocca continuano a funzionare. Il suono viene generato nel mezzo corretto.
- Controlla l’uscita: invece di disperdere l’aria in bolle casuali, la bolla controllata trasmette le vibrazioni direttamente all’acqua circostante in modo più efficiente.
Tutto il gruppo si è allenato con sub esperti e insegnanti di yoga per sviluppare la capacità di apnea.
Le pause per risalire in superficie non vengono nascoste: sono scritte nelle composizioni e fanno parte della musica.
I musicisti non indossano alcuna attrezzatura subacquea.
Skovmand ha studiato registrazioni di canto delle balene, che cantano molto nella gamma umana, e ha provato a replicarne il tipo di produzione vocale
Gli strumenti musicali
Gli strumenti musicali tradizionali sono progettati per funzionare in aria, e quando vengono immersi in acqua il loro comportamento acustico cambia drasticamente.
Tutti sono stati costruiti o radicalmente riprogettati appositamente, in collaborazione con inventori e artigiani da USA, Canada, Germania, Gran Bretagna e Himalaya. Ogni strumento ha una storia a sé.
1. Crystallophone. Suona: Robert Karlsson
Il crystallophone, più noto come glass armonica, è uno strumento rotante che usa una serie di coppe di vetro di dimensioni graduate per produrre suoni attraverso l’attrito. Di solito si suona strofinando le dita sui bordi delle coppe, producendo suoni eterei e delicatamente dolci.
Fu inventato da Benjamin Franklin nel 1761. Lo sviluppatore software del MIT e inventore Andy Cavatorta ne ha re-ingegnerizzato struttura e proprietà acustiche per farlo funzionare nell’ambiente subacqueo.
Effetto inaspettato: sulla terraferma suona in modo molto acuto. L’ acqua tende ad attenuare le alte frequenze più rapidamente, e il suono diventa molto più caldo e avvolgente.

2. Hydraulophone. suona: Laila Skovmand
È il primo strumento al mondo a usare acqua invece dell’aria per produrre suono.
Funziona manipolando getti d’acqua attraverso un sistema variabile di tubi e camere d’acqua: i cambiamenti nella turbolenza dell’acqua stimolano i meccanismi sonori interni allo strumento.
Lo inventò il fisico canadese Steve Mann nel 1985 — lo stesso ricercatore noto come “padre del wearable computing” e dei computer glasses.
Nel corso degli anni Mann e il suo collega Ryan Janzen hanno creato un’intera famiglia di strumenti simili, alcuni installati in parchi scientifici come il Legoland California e l’Ontario Science Center.
Nel 2014 Between Music ha commissionato a Ryan Janzen un esemplare completamente nuovo, costruito appositamente per AquaSonic: un membro inedito della famiglia.

3. Rotacorda. Suona: Nanna Bech
Anche questa è stata commissionata ad Andy Cavatorta del MIT.
È un ibrido tra l’antica ghironda e un violino: produce suono tramite una ruota azionata a manovella che strofina le corde, esattamente come farebbe un archetto. Il nome unisce il latino rota (ruota) e l’italiano corda.
Between Music l’ha poi sviluppata ulteriormente aggiungendo un corno di ottone preso da un vecchio grammofono e sperimentando con molti tipi diversi di corde e supporti, fino a ottenere un suono il più caldo e stabile possibile.

4. Violino in fibra di carbonio. Suona: Robert Karlsson
Questa è forse la storia più bella. La prima prova è stata con un violino economicissimo, di scarsa qualità. Ha funzionato: tre giorni di test sott’acqua, il violino reggeva e suonava. Poi si è sgretolato…la colla dei violini è idrosolubile!
Sapendo che esistono violini in fibra di carbonio, hanno scritto a tutti i liutai di fibra di carbonio del mondo. Alla fine hanno scelto l’azienda tedesca Mezzo-Forte, che da otto anni sperimentava con strumenti ad arco in materiali compositi e ha costruito appositamente il loro violino per suonare in sicurezza sott’acqua per lunghi periodi.
Usano archetti in fibra di carbonio con crini sintetici.

5. Percussioni. Suonano: Moran Le Bars, Ludvig Bøjle Kastberg
Le percussioni, piatti a campana, gong, triangoli, darbouka e molti altri, hanno un ruolo importante nelle composizioni. Sott’acqua però diventano molto instabili, cambiando spesso intonazione e timbro, a volte in modo diverso da una sessione all’altra.
In collaborazione con Matt Nolan (UK), ex ingegnere elettronico diventato liutaio, hanno sviluppato percussioni appositamente accordate e più prevedibili. Insieme ad acustici hanno misurato la posizione esatta di ogni singolo strumento nelle vasche per ottenere lo stesso suono ad ogni replica.

6. Campane tibetane (singing bowls). Suona: Moran Le Bars
Avevano iniziato con coppe di vetro: buon suono, buona intonazione.
Poi ne hanno rotta una e non riuscivano a trovarne una uguale.
Sono passati alle singing bowls asiatiche, campane metalliche usate tradizionalmente in meditazione e cerimonie funebri, che producono armonici quando colpite o strofinate con un martelletto.
Il più grande distributore dell’Europa settentrionale, Jane Winther, abitava vicino a loro. Ci sono andati più volte e hanno testato circa 700 campane in un grande secchio pieno d’acqua, trovandone infine 24 con intonazione standard a 440 Hz.

Drowned Requiem
Nel 2020 collaborano con l’organizzazione umanitaria tedesca United4Rescue per sensibilizzare sulle morti nel mediterraneo.
Between Music si è immerso sul fondo del Mar Mediterraneo per eseguire l’Inno alla Gioia di Beethoven (l’inno UE) come requiem per i rifugiati annegati.
La campagna includeva una petizione alla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e una raccolta fondi per la nave di salvataggio SEA-EYE 4. Ha fatto notizia su WDR e Deutschlandfunk in Germania.
Era la prima volta che i musicisti suonavano sul fondo del mare aperto, fuori dalle vasche.
Aquasonic Album
Dopo oltre 50 concerti su tre continenti, il collettivo ha deciso di portare il progetto ancora più avanti: stanno registrando 8 tracce tratte dal concerto AquaSonic, con l’obiettivo di perfezionare i suoni, spingere al massimo le capacità degli strumenti e rifinire le composizioni.
L’uscita era prevista per il 2025 sia in digitale che in vinile, ma non ci sono state ancora uscite.
Per il vinile fisico stanno esplorando materiali alternativi alla plastica tradizionale, inclusa la possibilità di stampare in 3D la copertina con bioplastica ricavata da gusci di gamberi o scarti di pesce.
Sound’s Hidden Journey Under Nordic Waters
Between Music ha collaborato con artisti, scienziati e aziende nordiche per creare la prima riverberazione subacquea reale mai registrata.
Hanno portato i loro idrofoni in luoghi specifici: laghi profondi nella Finlandia artica, fiordi della Groenlandia e delle Isole Faroe.
Quattro artisti nordici hanno poi lavorato ciascuno in modo indipendente su quelle registrazioni, creando le proprie interpretazioni artistiche..
Il progetto si è concluso in una installazione sonora collettiva presentata a Helsinki, nella fortezza di Suomenlinna, organizzata da Nordic Culture Point.
I partner scientifici erano l’Università di Aarhus e l’Università della Danimarca del Sud, che hanno garantito la qualità delle registrazioni e verificato che il lavoro non interferisse con la fauna marina.
Link utili
Qui i link per approfondire e aspettare insieme il primo album di questo progetto incredibile:
Sito internet Pagina IG del collettivo https://www.instagram.com/betweenmusic.dk/
Canale Youtube https://www.youtube.com/@BetweenMusic
Al momento non ci sono date in programma, ma terrò d’occhio il loro sito perchè è una performance che non vorrei perdermi.
Tu li conoscevi?
Fammelo sapere nei commenti!
W la musica, sempre.
Sara
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Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.




