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Sara Velardo - Musicista

Ansia da palcoscenico

ansia da palcoscenico

Cos’è l’ansia da palcoscenico?

 

“mi prendo un oki perché ho mal di gola, cavoli sempre quando devo cantare”

possiamo non farlo sto brano che non mi sento sicura?

la mia chitarra oggi non tiene l’accordatura

aspettavo sto concerto da settimane e proprio oggi mi deve venire il mal di pancia?

no ragazzi non posso salire sul palco, non mi ricordo niente

Quante volte hai sentito o pronunciato frasi simili a queste?

Per quanto tu possa essere abituato a salire sui palchi, ci sarà sempre quel concerto a cui tieni tanto, che ti metterà in ansia e ti farà sentire insicuro.

A volte facciamo però fatica a prendere consapevolezza di quanto l’ansia da palcoscenico abbia il potere di agire sul nostro corpo e farci sentire senza fiato, senza voce, incapaci di fare quello che invece sappiamo fare benissimo.

Non andrò ad analizzare cosa succede nel nostro cervello (ho eseguito una ricerca per scrivere questo articolo e ci sono tantissimi articoli su internet che ne parlano, lettura molto interessante!), può dipendere da un’insicurezza generalizzata, da traumi legati a fallimenti passati, dalle troppe aspettative che riversiamo su una singola performance, da problemi di autostima, ecc.

Ma è una cosa che succede a tantissima gente, anche a star internazionali.

In molti hanno raccontato che il grande Luciano Pavarotti soffrisse di una terribile ansia da palcoscenico e che prima di ogni esibizione esclamasse “vado a morire”.

Luciano Pavarotti

Ti racconto qualche episodio.

Ho lavorato per qualche tempo con una cantante molto brava, incredibile in studio di registrazione ma che dal vivo si sentiva sperduta.

Dovevamo suonare per un festival importante, durante il linecheck si gira verso di me disperata perché non andava la sua chitarra..non aveva attaccato il jack!

Suonavo da anni con una formazione con la quale abbiamo girato tantissimo, è capitata l’occasione di esibirci in un posto molto grosso con tantissima gente e la cantante ha sbagliato completamente il testo di una canzone che aveva già cantato migliaia di volte, senza problemi.

Mi è capitato di sbagliare dal vivo canzoni o passaggi che non avevo sbagliato mai, blackout totale, o che la voce andasse per i fatti suoi, senza che riuscissi a controllarla.

Pare che soffrissero di ansia da palcoscenico anche Barbra Streisand, Adele, Ozzy Osbourne, Van Halen e molti altri.

Ti sto facendo venire ancora più ansia?

In realtà sapere che succede a tanti altri può essere consolante, non siamo noi gli sfigati ma fa parte della bellezza dell’essere umano: più ci tieni e più sei vulnerabile.

La cosa più difficile da fare è trasformare l’ansia negativa in ansia positiva!

Mentre l’ansia negativa può paralizzarci o limitarci, l’ansia positiva ci spinge a superare le nostre paure e ci motiva a intraprendere azioni per raggiungere i nostri obiettivi, uscendo dalla zona di comfort!

Se sto in sala prove tutta la vita non avrò mai paura di sbagliare, no?

Ansia da palcoscenico
Questa foto è stata scattata da Giada Canu durante il soundcheck al Teatro Sociale di Como, uno dei momenti più emozionanti della mia storia musicale

Io sono ansiosa di natura, da piccola vomitavo prima delle recite e non dormivo prima di un avvenimento importante.

Tutt’oggi se devo svegliarmi presto per qualcosa d’ importante dormo male per paura di non svegliarmi in tempo, giusto per fare un esempio.

Prima di un concerto importante sono sempre agitata, soprattutto se devo cantare.

E quindi? Come faccio?

Ci sono 5 cose che mi fanno stare meglio

e ti consiglio di provare:

1 studiare a bomba 

Conoscere bene il repertorio, avere gli spartiti a posto, aver provato bene tutto, non avere brani sui quali sono insicura.

Di solito mi ritaglio un paio d’ore il giorno prima del live in cui ripasso tutti i brani, sistemo gli spartiti, riprovo i passaggi più difficili.

Avere la coscienza a posto sul fatto che ho fatto di tutto per arrivare preparata al concerto è importantissimo per me: se sbaglierò non potrò attribuire la colpa a una mia negligenza, e questo è veramente importante quando sei sul palco e hai ancora un’ora di concerto da affrontare, per esempio.

Ho sbagliato, ok capita, stop.

2 Preparare maniacalmente la strumentazione

Sapere che ho le corde di ricambio, le pile di ricambio, i cavi di ricambio, a volte anche lo strumento di ricambio mi tranquillizza contro gli imprevisti, ho sempre sul palco accanto a me un kit di emergenza, quindi mentre suono non devo pensare a come risolvere eventuali problemi, lo so già.

3 Avere una routine pre concerto

Arrivo, montaggio, soundcheck, cena, cambio abito, respirazione, stretching, esercizi di riscaldamento, concentrazione.

Io mi ritaglio qualche minuto per me prima del concerto in cui inizio a saltare per canalizzare l’ansia e trasformarla in energia, aiuta tantissimo a evitare di salire sul palco che sono pronta a esplodere, saltando sto già mettendo in moto il mio corpo, sto già iniziando a carburare.

4 durante il montaggio e il soundcheck devi essere assolutamente concentrato

Non trascurare niente, non avere paura di chiedere dieci volte di rifarti i volumi delle spie, dici subito e senza paura cosa non ti fa stare a tuo agio, se sei scomodo, non hai una buona visuale del resto della band, l’asta è troppo alta o bassa, ecc.

Il soundcheck è un’anteprima del live, se stai male durante il soundcheck come fai a stare bene durante il concerto?

Quando suono nei teatri ci prendiamo sempre il tempo per provare TUTTO lo spettacolo, ogni volta, perché ogni palco è diverso e ci sono mille criticità da affrontare.

5 Niente fretta! 

Affrontare il viaggio con calma, arrivare puntuale o addirittura in anticipo non aggiunge all’ansia da prestazione anche l’ansia da ritardo.

Arrivare per tempo ti consente di prendere confidenza con l’ambiente e di iniziare a sentirti a tuo agio.

Se arrivi in ritardo non potrai fare le cose con calma e sarai già teso, il soundcheck non serve solo per fare i suoni ma anche per testare il palco e la strumentazione.

Anche durante il concerto se devi accordare o hai bisogno di bere alza la mano, fatti aspettare e fallo, la fretta è la più grande nemica di una buona prestazione.

Ci sono poi tanti altri fattori: suonare con gente con cui ti senti a tuo agio e di cui ti fidi (ti rimando all’articolo della settimana scorsa), avere l’esperienza per mascherare l’errore e andare avanti ecc

Ansia da palcoscenico
Durante uno spettacolo dedicato a Paolo Borsellino. La Signora seduta in centro è Fiammetta, figlia del magistrato. Immagina l'emozione che ho provato prima, durante e dopo lo spettacolo!

La cosa più importante rimane sempre una: respirare.

Durante un live mi sono emozionata troppo perché stavo cantando un brano nuovo e il pubblico era in silenzio, rapito, allora ha iniziato a girarmi la testa dall’emozione, ho iniziato a respirare, mi sono presa un giro strumentale in più ed ho finito il pezzo alla grande.

Il pensiero fisso non deve essere “non devo sbagliare” ma “sto facendo la cosa che di più mi piace al mondo, me la devo godere”!

L’altro giorno ho letto questa frase “anche le scimmie cadono dagli alberi“, bella vero?

Tutti possono sbagliare, una volta che hai fatto tutto quello che potevi per evitare l’errore, vai tranquillo e goditi il momento!

Potrei scrivere un intero articolo su come comportarsi in caso di errore, se ti interessa scrivimi.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, come sempre ti aspetto nei commenti!

W la musica, sempre.

 

Sara

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