Sto ascoltando un disco di Franco Morone, e sorrido.
Penso che due giorni fa mi sono ritrovata a jammare con lui.
Uno dei tanti regali della vita e della musica.
Lo scorso weekend sono stata all’Acoustic House Meeting di Casatenovo, un evento che, alla sua quarta edizione, ospita già il top della liuteria italiana e del chitarrismo fingerstyle.
Il nome dell’evento racchiude perfettamente l’atmosfera che si respira: dopo pochi minuti ti senti già a casa.
Sono stata invitata a partecipare da Marco Longoni, che ha iniziato a parlarmi del meeting qualche mese fa.
Marco è una delle persone grazie alle quali sono riuscita a pubblicare tre dischi.
Mi ha sempre sostenuta e stimata, e anche stavolta mi ha dato qualcosa di veramente impagabile.
L’Acoustic House Meeting non è una fiera.
È un incontro tra liutai e chitarristi in un’atmosfera familiare e accogliente.
Liutai già affermati insieme alle nuove promesse della liuteria.
Chitarristi incredibili si mescolano a decine di amatori e si divertono a provare queste chitarre meravigliose che dominano le stanze.
Mi sono seduta a provare una chitarra e dopo un paio di minuti ho sentito qualcuno che suonava con me: era il maestro Franco Morone.
Abbiamo jammato su un blues insieme per qualche minuto, poi mi ha chiesto di suonare un mio brano e mi ha cazziata perché pesto troppo. Che meraviglia.

Ma dove ti capita una cosa del genere?
Nessuno che se la tira, tutti che stanno insieme.
Occhi lucidi, abbracci, strumenti incredibili che riempiono lo spazio, ammutoliscono tutti e creano un ascolto religioso.
Il rapporto che si ha con una chitarra acustica non è facile da spiegare a chi non è appassionato di questo strumento.
Non si tratta solo di suono, ma di entrare in risonanza, di sentire le vibrazioni del legno addosso, di sentire la chitarra come un’estensione di te.
Negli ultimi mesi ho praticamente smesso di suonare perché non sento più quel legame con la mia Martin.
Sto pensando da tempo di prendere una nuova chitarra, e l’invito di Marco è arrivato come un segno del destino.
Non ho provato tutte le chitarre presenti.
Davanti ad alcuni stand mi sono sentita intimorita.
Quando si tratta di chitarre artigianali non ti stai avvicinando solo allo strumento, ma anche a chi lo ha creato.
Il rapporto tra chitarrista e liutaio è un rapporto di fiducia, è come se stessi sposando una delle sue figlie.
Non puoi avvicinarti a una chitarra se senti che il suo creatore non ti sta invitando.
E quando ti avvicini a una chitarra non sai mai cosa succederà.
Magari è uno strumento che costa diecimila euro, ma non ti scatta la scintilla.

Questa cosa mi fa sempre impazzire: non conta solo il valore dello strumento o la bravura di chi suona, ma la sintonia che si crea tra chitarra, chitarrista e liutaio.
E questo ha portato a dei cambi di programma inaspettati.
Durante le due giornate si alternano prove libere e dimostrazioni degli strumenti.
Le esibizioni vengono registrate in alta qualità audio e video da Zack il Bianco e Schertler, sponsor dell’evento.
Alcuni liutai hanno i loro chitarristi, ad altri viene assegnato un chitarrista dall’organizzazione.
Non sapevo come sarebbero state le chitarre che avrei dovuto dimostrare, avevo studiato per giorni un paio di brani da portare, molto energici e slappati.
Poi, dopo aver provato le chitarre, mi sono resa conto che avevo sbagliato tutto.
Dovevo scegliere dei brani adatti alla loro voce.
Le chitarre ti portano dove vogliono loro, non sei tu che scegli cosa suonare.
Ti siedi, le abbracci e ascolti cos’hanno da dire.
Luca Barbi, chitarrista vellutato che ha aperto le esibizioni acustiche, si è seduto e ha detto: “sentiamo cos’ha da dire la chitarra”.
Quanto ha ragione?
Nella musica devi sempre imparare a metterti da parte.
A volte lavori per la canzone, a volte lavori per lo strumento.
Se pensi solo a lavorare per te non stai facendo musica.
Mi sono sentita piccola in mezzo a tutta quella bellezza.
E questo credo sia la cosa migliore che può capitare nella vita.
Ma la timidezza è niente in confronto all’amore, quindi mi sono sentita libera di lasciarmi andare.
Ho incontrato delle chitarre che mi hanno rubato il cuore.
E non sono stata l’unica.
Gli abbinamenti tra chitarristi e chitarre sono cambiati in corso perché sono nati amori improvvisi e inaspettati.
C’è quella cosa magica che accade quando ritorni sulla terra dopo esserti immersa in uno strumento, alzi la testa e guardi il liutaio negli occhi.
Lì capisci davvero se si è creato qualcosa.
Grazie di cuore a Remo Sforza che ha immortalato il mio primo incontro con Aldo Illotta e la sua meravigliosa chitarra baritona.
Che fortuna immensa abbiamo noi che siamo innamorati della musica?
Cosa c’è di più incredibile?
Al momento sogno un nuovo disco chitarra e voce, e di girare l’Italia per registrare ogni brano con una chitarra diversa, con un liutaio diverso, per reincontrarci e condividere la bellezza della musica.
Questo weekend mi ha fatto tornare la voglia di suonare dal vivo, è stato potentissimo.

L’Acoustic House Meeting è organizzato da Zack Il Bianco, Marco Longoni, Giacomo Bannino, le loro famiglie e altri amici appassionati.
È frutto di un amore sincero e profondo per la musica e per le persone.
Oltre a provare le chitarre, abbiamo potuto partecipare a una masterclass di Marcus Eaton, chitarrista, cantautore e produttore di altissimo livello.
Abbiamo ascoltato nomi storici come Franco Morone e Walter Lupi, abbiamo potuto provare sistemi di amplificazione e parlare di legni, modelli, microfoni ecc.
Ma soprattutto abbiamo condiviso tante emozioni.
Non so quante manifestazioni del genere ci siano in Italia, ma se suoni la chitarra acustica ti consiglio di non perderti la prossima edizione.
Ti farà bene al cuore.
W la musica, sempre.
Sara
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Sara Velardo
Cantautrice, musicista, produttrice.
Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.
Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.
Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.
Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.



