St. Vincent aka Annie Clark

10 cose che ho imparato da St. Vincent aka Annie Clark

Qualche settimana fa ho seguito su Masterclass il corso su creatività e songwriting di Annie Clark, aka St. Vincent, uno dei nomi più interessanti degli ultimi 20 anni, sia come cantautrice che come chitarrista.

Come tanti altri artisti, St.Vincent ha saputo creare attorno a sè un immaginario molto forte sia a livello sonoro che visivo.

Grazie a questa masterclass ho imparato tanto sulla sua filosofia del lavoro e il suo modo di muoversi all’interno del music business.

Ho raccolto qui dieci cose che ho imparato da lei, devo confessarti che in alcuni momenti mi sono molto emozionata, perché condivido molto di quello che dice.

 All’interno della masterclass c’è anche una sezione dedicata agli effetti per chitarra, molto interessante.
 

Tabella dei Contenuti

10 cose che ho imparato da St. Vincent aka Annie Clark
St. Vincent al Winter NAMM Show 2017 - foto di Justin Higuchi

Il nome che usi è più importante di quanto credi

Se ti propongo di ascoltare Annie Clarke dall’Oklahoma a cosa pensi?

A me viene in mente una cantante country con la chitarra acustica e l’accento marcatissimo.

Annie ha quindi fin da subito deciso di presentarsi come St.Vincent, un nome enigmatico che ti spinge subito a chiederti “e questa chi è?”.

 

Bella differenza, no?

Il nome che scegliamo per proporci fa la differenza, l’abito nella musica fa il monaco eccome!

Non hai bisogno di un’agenzia se l’agenzia sei tu

Sappiamo benissimo quanto sia difficile trovare date o procurarsi delle recensioni senza un’agenzia dietro.

E se l’agenzia fossi tu?

Annie Clark ha finto di essere il proprio agente, ha creato un sito di un’agenzia falsa e creato numerosi account fake di posta elettronica con i quali scriveva alle riviste musicali per segnalare il nuovo album di questa fantastica artista americana.

Dopo qualche tempo è stata notata e ha iniziato ad andare in tour.

Tu l’hai mai fatto?

Io ti confesso che l’ho fatto tante volte quando mi organizzavo i tour da sola in giro per l’Italia.

Funziona perché è molto più facile parlare bene di altri che di noi stessi, e calarti nei panni di un manager ti aiuta a parlare del tuo progetto in modo più oggettivo, senza l’imbarazzo di sembrare poco modesto

Studia quando ancora non sei nessuno

Mi è capitato di sentire più volte degli amici dire “studierò quando diventerò famoso”.

Beh, devi fare esattamente il contrario.

Studia tanto all’inizio, se inizi a lavorare non avrai più tanto tempo di metterti in cameretta a studiare, e i tuoi limiti rimarranno per sempre tali.

Confermo: non sono famosa, ma ho iniziato a lavorare come musicista da giovanissima, e non ho mai più avuto il tempo di approfondire determinati concetti come avrei potuto fare quando ero ancora all’inizio.

In questo momento della mia vita ho ricominciato a studiare e mi rendo conto di quanto conciliare lavoro, vita privata e studio non sia per niente facile.

Studia a fondo prima di diventare famoso, fare il contrario è solo una giustificazione per la propria pigrizia.

Scrittura – metodologia di lavoro

La scrittura è l’argomento centrale del corso, ognuno ha il suo modo di scrivere e produrre, ma ci sono degli elementi comuni, e consigli che possono aiutarti.

C’è chi ha bisogno di isolarsi dal mondo, chi riesce a scrivere solo se è contaminato da cose nuove, chi lo fa come pratica quotidiana.

Annie quando scrive si isola dal mondo per mesi, non beve e non fa festa, non fa niente che le dia piacere, in modo da essere totalmente focalizzata sulla scrittura.

Una sorta di full immersion creativa in cui esiste solo lei e la sua musica.

Che meraviglia.

Ti riassumo in punti quello che dice nelle lezioni:

  • Per creare bisogna seguire il flusso, anche se non hai un’idea fortissima in testa inizia a scrivere.
  • Manda via tutte le idee negative su di te, tutti i “faccio schifo” e scrivi. Se spegni il critico che c’è in te e inizi a creare, sicuramente accadrà qualcosa.
  • A volte bisogna allontanarsi dal progetto per vederlo meglio. Se ti senti bloccato stacca e passa ad altro, riascoltare il brano dopo una pausa sarà un’esperienza completamente diversa.
  • Anche le pause fanno parte del percorso creativo. Se sei fuori a pranzo e vedi qualcosa che ti ispira, appuntalo o registralo.
  • Dai piccoli guizzi possono nascere grandi idee, più li ignori e meno verranno. Appuntati tutte le idee, anche se non le userai in quel momento ti aiuteranno per le tue creazioni future.
  • Un brano è un alternarsi di tensione e rilascio, fino all’arrivo di un’epifania, di una rivelazione, di una storia in cui l’ascoltatore può immedesimarsi. Non solo dal punto di vista testuale ma anche musicale, in ogni canzone deve accadere qualcosa, altrimenti è una canzone piatta, senza significato.
  • Impara più canzoni che puoi, cerca di capire cosa ti piace cosi tanto di una canzone, analizzalo e capisci come incorporarlo nel tuo lavoro. Ascolta ogni genere musicale e dissezionalo, la teoria non è indispensabile ma ti serve per dare un nome a quello che fai, le tue orecchie rimangono la guida migliore.
  • Cambiare strumento ti aiuta a cambiare prospettiva. Se sei abituato a comporre al pianoforte, cambia e prendi uno strumento che di solito non suoni, anche se sai suonarlo poco o male. Non farai affidamento alla memoria muscolare, potrai scoprire cose nuove e soluzioni che non sarebbero mai arrivate usando il tuo strumento abituale.

Quanto è importante il testo?

Visto che l’inglese non è la mia prima lingua, non immaginavo che Annie Clark fosse così attenta ai testi che scrive, ho scoperto che invece è una vera e propria ossessione per lei.

È importante trovare il giusto equilibrio tra dire esattamente quello che vuoi dire e lasciare abbastanza ambiguità in cui fare entrare l’ascoltatore e lasciare che ci metta dentro la propria vita.

Quanto è vera questa frase?

Chi ci ascolta potrà essere interessato alla nostra storia, ma deve potersi immedesimare in quello che diciamo, per questo è importante lasciare aperte delle finestre per far entrare l’immaginazione.

Le canzoni ci emozionano perché fanno risuonare qualcosa dentro di noi.

Musicalità delle parole

A volte devi sacrificare delle parole che hanno esattamente il significato che vorresti, in favore di parole che sono più musicali, piu catchy.

Lo so, rinunciare a una frase che ti piace è una tortura, ma stai scrivendo una canzone, la musicalità è tutto.

Trova la tua stella polare

Puoi iniziare a scrivere parole a caso, spesso il senso si forma da sè.

A volte invece parti con un concetto ben preciso in testa, per poi vederlo cambiare gradualmente, non sai mai dove ti porterà la scrittura.

Una volta che hai una prima stesura del testo chiediti qual è la stella polare, il cuore del tuo testo, il concetto chiave.

Di cosa stai parlando?

St_Vincent, foto di Sachyn Mital
Foto di Sachyn Mital

Come creare al PC

Comporre al PC ti aiuta a imparare le basi dell’arrangiamento, a sentire come suona veramente la tua voce, a produrre diversi suoni ed esplorare.

Non hai bisogno di tanta strumentazione per iniziare a produrre, ti servono solo un computer, una scheda audio, un microfono, una tastiera midi e delle cuffie.

Non hai necessariamente bisogno di una stanza trattata acusticamente, puoi ammortizzare i rimbalzi e i riverberi con coperte e tappeti.

Avere dei bei suoni ti aiuta sicuramente ad avere maggiori possibilità creative, ma puoi iniziare a creare e usare l’immaginazione, i suoni belli puoi metterli in un secondo momento.

Linea Vocale

Quando hai testo e melodia, registra intere take senza fermarti, anche se sbagli.

Registrarti da sola e passare dal pc allo strumento in continuazione interrompe il flusso, cosa che puoi evitare se registri take intere.

Fermarti troppo su una singola nota può farti perdere il flusso creativo, pensa prima a fissare una melodia che funzioni, all’esecuzione e ai dettagli ci penserai in un secondo momento.

Accompagnamento

Si possono scrivere grandi canzoni anche con quattro accordi.

Devi però fare in modo che ogni parte che si ripete sembri sempre fresca, puoi farlo con la melodia o con le armonizzazioni, con la ritmica, con l’arrangiamento.

Ogni ripetizione deve essere accompagnata da un elemento di novità, altrimenti il brano diventa monotono.

Arrangiamento: lavora per la canzone

Tentare diversi arrangiamenti e produzioni sulla stessa canzone ti fa capire se la composizione è solida.

Hai presente quando ti dicono “se funziona piano e voce allora funziona sempre”?

Beh, non hanno tutti i torti (poi certo dipende anche dal genere musicale).

Se la tua canzone non sta in piedi se cambi l’arrangiamento, forse devi fare un passo indietro e lavorare sulla scrittura.

Quando aggiungi qualcosa devi sempre chiederti: quanto serve alla canzone?

Non innamorarti dei tuoi arrangiamenti, devi essere pronto a sacrificare qualcosa se non è funzionale alla canzone. In ogni caso potrai utilizzarlo in futuro per un altro brano.

Lavorare in studio di registrazione

Ci sono due modi per affrontare lo studio di registrazione:

  • avere già tutto pronto (velocità, tonalità ecc…)
  • avere un’idea di base ma andare in studio e sperimentare

La scelta dipende da tanti motivi, primo tra tutti il budget a disposizione e il tempo che puoi dedicare al lavoro in studio.

Spesso si preferisce la prima opzione perché tanto lavoro viene fatto in fase di pre produzione a casa, ma se hai un grosso budget e uno studio attrezzato, sicuramente lavorare in studio potrebbe essere un’esperienza da fare.

Lavorare con altri ti dà più possibilità, ma devi avere chiaro quello che hai in testa.

Se chiami altri musicisti devi trovare il giusto compromesso tra il motivo per cui li chiami, ovvero il loro modo di suonare, e il risultato finale che hai in mente.

Devi saperli guidare verso quello che vuoi tu.

In questo caso diventa fondamentale saper comunicare con musicisti e addetti ai lavori, in modo da essere specifici.

Se il musicista fa qualcosa di figo che non era in programma e ti piace, seguilo anche se ti porta da un’altra parte perché può aprire nuovi scenari. Tanto si può sempre tornare indietro.

Mixaggio

Non puoi usare ogni colore in ogni dipinto.

Quando vai in studio e hai registrato qualcosa, alza il volume e fallo diventare qualcosa o abbandonalo.

Se continui ad abbassare il volume forse non è il caso di metterlo nel disco, e se usi effetti sulla tua voce assicurati che non stia danneggiando quello che sei.

Il disco è una registrazione di un momento nel tempo.

Per quello è importante continuare a produrre e creare, tu cambi ogni anno e continuare a scrivere canzoni è fondamentale per cristallizzare quei momenti di crescita artistica.

Scriveresti ancora le stesse canzoni che hai scritto dieci anni fa?

David Byrne e St. Vincent, foto di Andrea Marzorati
David Byrne e St. Vincent, foto di Andrea Marzorati

Devi affrontare la vergogna – la paura è nemica dell’arte

Nessuno può dire quello che stai cercando di dire nel modo in cui puoi dirlo tu.

E non c’è modo di diventare bravi in qualcosa senza essere pessimi all’inizio.

L’unico modo per diventare bravi è continuare a fare qualcosa per molto tempo, non migliorerai mai se non inizi.

Non permettere alla vergogna di impedirti di buttarti e di imparare o metterti in gioco.

Devi disattivare la paura, prenderla con umorismo e cercare di vedere i fallimenti come una continua occasione di crescita.

La sindrome dell’impostore può spingerti a lavorare di più, anziché farti sentire un fallito, dipende solo da te.

Bonus: 8 consigli per suonare dal vivo

1. Mangia 4 ore prima dello spettacolo, hai bisogno di energie ma non di essere appesantito.

2. Riscaldati sempre prima di salire sul palco, anche cantando una canzone che ti piace o facendo del movimento, non puoi affrontare un pubblico a freddo.

3. Prova fino allo sfinimento, devi essere sicuro di quello che fai per poterti dedicare allo show e all’energia da trasferire al pubblico.

4. Non importa se non hai voglia di suonare ancora quella canzone, lo show è per il pubblico non è per te.

5. La gente non sa cosa ti passa per la testa, se hai sbagliato probabilmente non se ne accorgerà, respira e vai avanti.

6. Non importa quanti imprevisti possano accadere durante lo show, in ogni caso non morirai, continua a suonare.

7. Non essere troppo rilassati aiuta a performare meglio, avere delle scarpe scomode o un ascolto non perfetto possono essere stimolanti per aumentare la concentrazione.

Se hai la possibilità, ti consiglio di non perderti questa masterclass, spero intanto che questo articolo ti sia stato utile.

Come sempre, ti aspetto nei commenti.

W la musica, sempre.

Sara

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Immagine di Sara Velardo

Sara Velardo

Cantautrice, musicista, produttrice.

Lavora da 30 anni nel mondo della musica, ha prodotto 3 dischi come cantautrice, 3 come produttrice, ha suonato in tour internazionali.

Ha scritto le musiche per diversi spettacoli teatrali, ha vinto il premio Musica contro le mafie.

Tiene corsi di scrittura e consulenze personalizzate per musicisti e musiciste.

Dal 2022 scrive di musica su Mescalina, Meer e sul suo blog Faremusica.

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